Hanno lasciato Kiev e si sono rifugiati in un piccolo paese dell’Ucraina. Quando è stato bombardato anche questo, lunedì scorso, 7 marzo, sono scappati in macchina e sono arrivati in Italia. Gli uomini sono rimasti a combattere mentre le due sorelle, insieme ai tre figli di 3, 6 e 9 anni, sono stati ospitati a Budoni grazie alla generosità di Laura Pinna e di suo marito Massimo Manecchia. Gli imprenditori hanno, infatti, messo a loro disposizione una delle case vacanze che gestiscono da anni.
“La nonna dei bambini (una femminuccia e due maschi) vive da tempo in Sardegna e per me è come una sorella – racconta Laura Pinna -. Ha lavorato per noi e le sono molto affezionata. Conoscevo anche le figlie perché d’estate è capitato che venissero qui in vacanza. Appena ho saputo che stavano fuggendo dall’Ucraina ho immediatamente bloccato le prenotazioni sugli appartamenti più grandi. Ho telefonato chi aveva già prenotato spiegando loro la situazione e si sono dimostrati comprensivi”.
Una volta arrivati a Budoni, i bambini sono stati accolti con grande entusiasmo dai piccoli alunni della scuola materna ed elementare. Per loro sono stati realizzati disegni sul tema della pace ed esposte le bandiere dell’Ucraina. “L’accoglienza è stata incredibile. Avrei voluto essere più forte ma vedere tanto amore e tutti quei bambini che piangevano mi ha davvero molto emozionato”.
La più piccola frequenterà la scuola materna mentre gli altri due andranno alle elementari. “Il bambino di 9 anni è sotto shock per i bombardamenti e anche perché ha dovuto lasciare il padre. Quando è arrivato non smetteva di piangere ed io, avendo sempre avuto a che fare con i bambini e con lo sport (è stata direttrice generale della Pallavolo Olbia, ndr), gli ho chiesto quale praticasse in Ucraina. Mi ha risposto ‘calcio’, così gli ho detto che qui potrà insegnare agli altri bambini sardi come si gioca a Kiev e gli si è illuminato il viso.
Ci tengo a sottolineare la disponibilità del sindaco di Budoni, Giuseppe Porcheddu, persona meravigliosa e dal cuore grande. Quando l’ho chiamato per spiegargli la situazione si è subito attivato e, in pochissimo tempo, ha organizzato l’accoglienza per i bambini e tutto ciò che riguarda la vaccinazione necessaria per frequentare la scuola”.
Ora Laura e suo marito Massimo hanno reso disponibile anche una seconda casa. “Mi piacerebbe poter aiutare un’altra famiglia ucraina, magari con dei bambini”.
































