Olbia 26 gennaio 2026 – Un costo ritenuto sproporzionato che rischia di frenare la competitività delle imprese sarde. È la segnalazione arrivata alla redazione da Serraship, agenzia marittima con sede a Olbia, che punta l’attenzione sulle tariffe applicate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna per i depositi temporanei delle merci nei porti isolani.
Secondo quanto evidenziato, la franchigia attualmente concessa per lo stoccaggio è limitata a cinque giorni. Un arco temporale giudicato insufficiente per una regione come la Sardegna, dove gran parte delle merci raggiunge i porti tramite trasporto su gomma dall’interno dell’isola, con tempi tecnici spesso non comprimibili. Per garantire l’imbarco sulle navi, le aziende sono costrette a far arrivare le merci con largo anticipo, trasformando ogni giorno oltre la franchigia in un aggravio economico immediato.
I numeri riportati sono significativi. Un’area di deposito temporaneo tra i 1.000 e i 1.500 metri quadrati comporta un costo medio di circa 10.000 euro al mese. Una cifra che, nel confronto con il mercato immobiliare, risulta superiore al canone di un capannone coperto e attrezzato della stessa metratura, stimato intorno ai 5.000 euro mensili.
Il raffronto con altri scali italiani accentua la criticità. In porti con caratteristiche operative analoghe, come Marina di Carrara, la gestione del deposito temporaneo prevede franchigie che possono arrivare fino a 30 giorni, consentendo alle aziende una pianificazione più sostenibile delle spedizioni.
Secondo Giuseppe Serra, firmatario della segnalazione, questi costi finiscono per gravare direttamente sugli esportatori sardi, già alle prese con difficoltà logistiche, aumento dei trasporti, costi energetici e pressione fiscale, con il rischio di rendere meno competitivi i prodotti del territorio sui mercati internazionali.
Da qui la richiesta di aprire un confronto tra operatori portuali, istituzioni e Autorità di Sistema Portuale per rivedere le condizioni economiche, ampliare i giorni di franchigia e introdurre tariffe ritenute più eque e sostenibili per il sistema produttivo locale.
































