Siamo alle battute finali del corrente anno, tra poche ore, il 2023 sarà archiviato e darà il benvenuto al nuovo anno con l’auspicio che sia migliore rispetto a quello appena trascorso. Anche per l’Olbia Calcio, si conclude un anno caratterizzato da alti e bassi, momenti di gioia e periodi di riflessione, attese, paure e preoccupazioni. In questo contesto, vogliamo ripercorrere i momenti salienti del 2023.
Il campionato 2022/23, concluso con la salvezza ottenuta due giornate prima della fine, si è contraddistinto grazie ad una brillante cavalcata nel girone di ritorno, iniziata dopo una situazione molto simile a quella attuale. Infatti, al termine del girone di andata dello scorso campionato, l’Olbia occupava l’ultima posizione con 15 punti, attualmente, la squadra si trova penultima in classifica con sole due lunghezze in più rispetto al girone di andata della stagione precedente.
All’epoca, i tifosi comprendevano le difficoltà, ma con il loro caloroso sostegno e con la fiducia della società nel tecnico Roberto Occhiuzzi, la squadra affrontava il girone di ritorno con successo. Le scelte del presidente Marino e del direttore tecnico Tatti, come l’acquisto di Dessena e il reintegro di Arboleda, si rivelavano azzeccate. La squadra, unita e compatta, raggiungeva la salvezza consentendo a Daniele Ragatzu di vincere la classifica dei marcatori con 19 gol.
Concluso il torneo, si riparte per l’ottavo campionato consecutivo in Serie C con alcune novità: il tecnico Roberto Occhiuzzi – d’accordo con la società- decide di interrompere la collaborazione con la squadra gallurese e la guida tecnica passa a Leandro Greco giovane e promettente allenatore con un’esperienza maturata da secondo nel Sud Tirol allenato da Bisoli. Nonostante le prime due vittorie, la squadra ha affrontato delle difficoltà a causa di infortuni e scelte tattiche sbagliate – per ammissione dello stesso coach – trovandosi così nell’attuale difficile posizione di classifica.
Il direttore dell’Area Tecnica Tomaso Tatti interpellato a proposito afferma che non servono parole, ma azioni per affrontare la situazione attuale e probabilmente (ndr) anche qualche nuovo innesto. Ex calciatori come Ernesto Truddaiu e Gianluca Siazzu esprimono la necessità di un grande gruppo e di innesti di qualità per risollevare la squadra.
Ernesto come si risale la classifica dalla situazione attuale?
“Mah, intanto, si vince e si perde tutti insieme quindi alla base di importanti successi ci vuole sempre un grande gruppo che sappia soffrire, stringere i denti per gioire più avanti. Poi vedo tanti ragazzini, troppi, con buone potenzialità ma poca esperienza e da questa situazione si esce con la tenacia, la passione e l’attaccamento alla maglia. È chiaro che l’ossatura portante di una squadra si costruisce passando attraverso quattro punti fermi nei ruoli fondamentali, come portiere, il centrale di difesa, un buon centrocampista ed un forte attaccante che devono essere di buona tempra e con una seniority alta in grado di dare soluzioni. Individuati questi importanti punti cardinali, si costruisce la squadra con attorno ragazzi di buone prospettive”.
Quanto è cambiato il calcio rispetto ai tuoi tempi?
“Difficile fare dei paragoni con il passato, adesso vedo un calcio molto diverso, troppi allenatori con il tablet in mano che seguono dati e percentuali che possono aiutare l’attività dell’allenatore ma non bisogna dimenticare che il calcio si fa sul campo. Il calcio deve essere divertimento ed i primi a divertirsi devono essere gli attori in campo”.
L’Olbia si salverà?
“La vedo dura, serve qualche innesto di categoria per ridare alla squadra coraggio ed entusiasmo. Il mio cuore dice si, in futuro mi piacerebbe vedere nell’Olbia qualche olbiese in più”.
Passiamo a Gianluca Siazzu mister 100 gol con la maglia bianca. Giuanluca perché l’Olbia ha uno dei peggiori attacchi del torneo?
“Quando si parla degli attaccanti dell’Olbia il riferimento è chiaramente a Ragatzu, Daniele è un grande calciatore a volte unico nel suo genere, l’anno scorso lo vedevo più tranquillo, più libero in campo di agire come a lui piaceva; quindi, non può aver perso la via del gol, mi chiedo invece cosa fa la squadra per mettere Ragatzu in condizioni di colpire? Il calcio è un gioco di squadra dove chi fa l’attaccante spesso finalizza quanto prodotto dai compagni”
Come vedi l’Olbia nell’attuale situazione?
“La situazione non è per niente bella, ci vuole passione, attaccamento alla maglia ed il giusto equilibrio tra i reparti ma per salvarsi bisogna avere il fuoco dentro. Io sono nato ad Olbia e per l’Olbia ero pronto a tutto, chi scende in campo dovrebbe avere questo atteggiamento. Il calcio è fatto di cose semplici, serve saper attaccare e saper difendere ma al tempo stesso bisogna guardare in faccia alla realtà”.
L’Olbia si salverà?
“È dura, io lo spero con tutto il cuore, per l’Olbia Calcio, per Olbia Città e per tutti gli olbiesi appassionati ed attaccati a questa maglia. Solo chi almeno per una volta ha indossato la maglia bianca sa cosa vuol dire l’Olbiesità”.
In questo scenario, il futuro dell’Olbia Calcio appare incerto, ma nel calcio, fatto di sorprese, nulla è definitivo
































