★VIDEO★ OLBIA. Per parlare agli studenti ha aperto il suo intervento leggendo alcune pagine de “I sommersi e i salvati” di Primo Levi, perché, ha spiegato, “è lì si trova il nucleo del negazionismo”. Marco De Paolis, procuratore generale militare, ha incontrato gli alunni delle scuole superiori di Olbia al museo archeologico per riflettere insieme su uno dei capitoli più bui della storia italiana.
Al centro dell’incontro i crimini commessi dai nazifascisti tra il 1943 e il 1945. De Paolis, arrivato da Roma per incontrare gli studenti di Olbia e Cagliari, ha ripercorso nomi, date, luoghi e vittime con precisione, parlando direttamente ai ragazzi, che hanno seguito con attenzione e partecipazione.
Un momento di confronto intenso, voluto per trasmettere la memoria e far comprendere l’importanza della verità e della giustizia. “Conoscere – ha detto De Paolis ai giovani – significa essere liberi di scegliere se essere buoni o cattivi. O si sfrutta questa età, o la si perde. Avete un’occasione unica”.
Marco De Paolis è noto per aver dedicato oltre diciotto anni all’indagine sui crimini di guerra tedeschi in Italia. Procuratore militare a La Spezia, è stato lui a riaprire i fascicoli contenuti nel cosiddetto “armadio della vergogna”, dando avvio a una lunga serie di processi che hanno portato a 57 condanne all’ergastolo per i responsabili degli eccidi.
“Durante la guerra – ha detto Marco De Paolis agli studenti – si rovesciano valori e situazioni. Ma esistono dei limiti: i limiti dell’umanità. Il diritto umanitario serve a proteggere chi non combatte: bambini, civili, anziani, prigionieri. Gli inoffensivi. Eppure, quei delitti sono stati per troppo tempo dimenticati”.
Oggi De Paolis è anche autore del libro “L’uomo che dava la caccia ai nazisti”, edito da Piemme, destinato a studenti e scuole. La sua attività investigativa è anche al centro della mostra itinerante “Nonostante il lungo tempo trascorso… Le stragi nazifasciste nella guerra di liberazione 1943-1945”, che potrebbe arrivare presto anche in Sardegna.
Il sindaco Settimo Nizzi, che ha partecipato all’evento, ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “A distanza di quasi cent’anni da quel dramma, sapere che c’è ancora qualcuno che studia e lavora per far emergere la verità è fondamentale. Le parole del procuratore, insieme a immagini e documenti, possono farci riflettere davvero”. All’incontro c’era anche Olbianova. Di seguito il video con l’intervista al procuratore De Paolis
































