Buongiorno, scrivo per segnalare un problema presente da tempo nella città di Olbia, più volte portato all’attenzione degli organi competenti, ma sempre ignorato, e che ultimamente pare acuirsi ulteriormente.
Parlo della presenza di cani, randagi e non, liberi e incustoditi in giro per la città. A Olbia, ma forse anche altrove, da parte di molti proprietari vige l’insana abitudine di aprire il cancello del giardino e lasciare che il proprio quadrupede – spesso cani di grossa taglia – circoli incautamente senza controllo.
Va da sé che l’omessa custodia e il malgoverno di animali è un reato art. 672 del Codice Penale, e che se i proprietari sono ignari della cosa andrebbero sanzionati adeguatamente e invece il Sindaco si è limitato a un’ordinanza comunale che impone la condotta al guinzaglio. Ordinanza utile quanto la scritta “il fumo fa male” nei pacchetti di sigarette, più idonea a proteggere se stesso – in quanto formalmente responsabile dei randagi del territorio – che a risolvere il problema.
Una situazione incresciosa per i proprietari ligi che invece si imbattono spesso in cani liberi, spesso aggressivi.
Il mio cane è stato aggredito per ben due volte, la prima da un pitbull il cui proprietario, visibilmente ubriaco, non solo non aveva il controllo del proprio cane ma nemmeno quello di sé stesso; la seconda da un amstaff la cui padrona ha permesso uscisse dal cancello del giardino e che, vista l’aggressività, nemmeno l’intervento di sei persone è riuscita ad arginare. Regolarmente denunciata non solo rifiuta di risarcire le spese veterinarie, ma nemmeno è stata sanzionata. Non mi riferisco al territorio in periferia e non a quello in aperta campagna, parlo di Corso Umberto I, nel primo caso, e di viale Aldo Moro nel secondo.
Ora senza elencare i danni che gli animali liberi potrebbero causare ad altri animali, bambini e automobilisti costretti a scansarli, esistono anche persone che hanno semplicemente paura dei cani, la cui fobia meriterebbe rispetto.
Da alcuni giorni, per esempio, un molosso gira libero sul lungomare il cui incauto incontro mi ha costretta a una rocambolesca fuga, insieme al mio cane, per cercare riparo in un bar. Ho segnalato immediatamente l’accaduto a una pattuglia della Municipale parcheggiata in piazza Matteotti i cui agenti, operosamente impegnati nell’osservazione del display del loro cellulare, hanno testualmente risposto “strano, siamo passati poco fa e non l’abbiamo visto. SEMMAI dopo facciamo un sopralluogo”.
Non si vedono i molossi se si guarda il telefono mentre si passa.
Credo che la situazione non si possa risolvere né arginare se non si sanzionano le infrazioni. Lo diceva anche Beccaria che il solo deterrente attuabile sia la certezza della pena, unico strumento per una fattiva efficacia preventiva.
Allora forse la passeggiata col proprio cane al guinzaglio, che ora è un momento di angoscia e timore di incontri spiacevoli, potrà trasformarsi in un momento di relax e distensione.Come dovrebbe essere.
Una cittadina di Olbia
































