★VIDEO★ OLBIA. Un circo popolato da un bestiario e un’umanità estrema a metà strada tra le visioni di Bosch, il periodo infantile legato ad Angelo Bioletto e l’energia di Benito Jacovitti. Ma la mostra di Antonello Marongiu, “Le cose che restano” inaugurata al museo archeologico di Olbia, non è solo questo. Le sue opere, specie nei dettagli degli sguardi sornioni e malinconici, sorprendono per creatività e ironia.
Lungo il percorso si incontrano oli su tela e su tavola ma anche semplici disegni realizzati con la sua fedele penna Bic, creati d’istinto durante una riunione di lavoro o una lunga telefonata. “Parto da un segno e poi aggiungo – dice Marongiu -. Non tolgo mai nulla. Lo stesso errore può diventare spunto di un nuovo soggetto”.
Occhi enormi che incollano lo spettatore, pesci dai colori surreali, colli smisurati di animali fantastici e, ancora, oggetti di uso comune come sedie “arricciate” che assumono pose mai banali.
Le opere di Antonello Marongiu colpiscono per l’originalità dei soggetti e divertono nei titoli ironici e pungenti delle didascalie anche quando raccontano il traffico caotico delle città, paesaggi locali riconoscibili o parchi verdi incantati.
La mostra, presenta dall’architetto Vanni Macciocco e inaugurata dal sindaco di Olbia Settimo Nizzi, è visitabile al Museo Archeologico tutti i i giorni, lunedì escluso, fino al 7 settembre dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Di seguito il video con la breve intervista ad Antonello Marongiu ▼
































