OLBIA. Ennesima rivoluzione in panchina per la derelitta Olbia Calcio. Questa mattina è stato esonerato Marco Amelia. Negli ultimi nove mesi, la guida tecnica della società è passata da Leandro Greco a Marco Gaburro, per concludere il campionato di Serie C sotto la direzione di Oberdan Biagioni. Conclusa questa esperienza e con il passaggio tra i dilettanti, la società ha scelto l’ex portiere campione del mondo Marco Amelia per guidare una squadra inizialmente composta da soli 12 giocatori, iniziando la preparazione precampionato con un mese di ritardo.
Nel frattanto lo spogliatoio del Nespoli sembra la Stazione Termini di Roma. Gente che va e gente che viene tutti con la valigia in mano e l’allenatore che cerca di capire quale sarà la pattuglia a lui assegnata su cui fare affidamento per svolgere il campionato di serie D, un girone dove finora è emerso un livello tecnico tra i più bassi visti negli ultimi dieci anni.
Ninni Corda invece, chiamato a ricostruire l’Olbia, ha nel suo taccuino nomi non roboanti ma essenziali e calibrati per la categoria, tutto questo però mal si coniuga con le risorse finanziarie messe a disposizione per il mercato di rafforzamento ed ecco che così arrivano atleti che in altri tempi non solo non avrebbero mai vestito la maglia bianca ma personaggi a cui sarebbe stato impedito perfino il passaggio davanti al Bruno Nespoli.
Adesso dopo quattro giornate di campionato e tre sconfitte, il conto lo paga Marco Amelia anche se, a onor del vero, la gara casalinga contro il Guidonia grida ancora vendetta, così come il primo tempo di Anzio, dove la squadra bianca ha giocato con buone geometrie e autorevolezza portandosi anche in vantaggio. Poi, la scelleratezza di Costanzo che con un gesto inutile quanto inopportuno ha lasciato la squadra in dieci e consegnato virtualmente in tre punti ai laziali.
Ma all’interno della società cosa succede? Si percepisce lontano un miglio che il direttore sportivo fa quello che può con le risorse finanziarie messe a disposizione, la società è un colabrodo, le notizie escono da tutte le parti e già la scorsa settimana girava voce che, se l’Olbia avesse perso ad Anzio, Marco Amelia sarebbe stato sollevato dall’incarico. Tanto come sempre paga l’allenatore. Insomma, una situazione di disagio ambientale in cui manca serenità e discrezione.
In tutto questo il buon Benno Raeber (uomo di spicco della Swiss Pro) prova a tappare le falle che via via si vengono a creare, ma non dispone di un supporto organizzativo vero e professionale. È evidente che manca un general manager che stabilisca chi “deve fare cosa” e dia alla società l’immagine di una compagine seria, trasmettendo regole, buone maniere e quel senso di disciplina che nelle realtà calcistiche “serie” è l’elemento indispensabile.
Al momento si attende la nomina del nuovo mister (nel frattanto sarà Mario Isoni a guidare la squadra) che avrà il compito di salvare il salvabile ma è bene che all’interno della società si stabiliscano quei ruoli essenziali allineati alla proprietà, lasciando fuori dalla porta tutti i dilettanti allo sbaraglio e i grilli parlanti che di volta in volta si alternano sulla scena.
Nel 2025 l’Olbia Calcio celebrerà 120 anni di storia, una ricorrenza che merita rispetto e attenzione da parte di tutti. Tuttavia, si assiste a un costante declino della gloriosa maglia bianca, tra il disinteresse e l’indifferenza di politici e imprenditori, i quali traggono beneficio dall’economia del territorio senza contribuire a mantenere alto il prestigio di una città che ha un ruolo significativo anche nel panorama calcistico.
































