Un inganno ben orchestrato che, secondo l’accusa, avrebbe fruttato oltre 25mila euro ai danni di un ristoratore olbiese. È l’accusa che porterà sul banco degli imputati S.C., 36enne di Olbia, il prossimo 7 ottobre, quando si aprirà il processo presso il tribunale di Tempio Pausania.
La vicenda risale al febbraio 2023 quando, come sostiene il pubblico ministero Milena Aucone, l’accusato (difeso dall’avvocato Angelo Merlini) avrebbe convinto il titolare di un ristorante a versare una consistente somma di denaro per l’acquisto del 25% delle quote di una società che gestiva un locale sulla spiaggia di Punta Marana.
Il meccanismo della presunta truffa era apparentemente semplice ma efficace: convincere la vittima a investire 25mila euro per entrare in società, salvo poi richiedere ulteriori 5mila euro attraverso due assegni bancari. L’imputato avrebbe giustificato questa seconda richiesta sostenendo di dover versare la cifra con urgenza per questioni legate alla gestione del locale.
La svolta nella vicenda è arrivata nel maggio 2024 quando è emerso che la proprietà del locale non era mai appartenuta all’accusato. Dopo aver incassato i soldi e aver fornito spiegazioni poco convincenti sulla restituzione delle somme, l’uomo si sarebbe reso irreperibile, causando un danno economico di 25.300 euro al ristoratore.
































