OLBIA. Un vero trionfo di applausi per Franca Masu che ha cantato sul palco della finale Premio Mario Cervo una splendida versione di Mediterraneo di Joan Manuel Serrat portata al successo in Italia da Gino Paoli. La Masu l’ha fatta sua dandole nuova vita grazie alla sua voce capace di colori e grande estensione specie nei vocalizzi. Una grande interpretazione arricchita dal chitarrista genovese Luca Falomi e dal percussionista Massimo Rossino.
Con l’esibizione della cantante algherese con solide radici familiari olbiesi è andata in archivio l’edizione 2022 del premio discografico Mario Cervo. Nel corso della serata, introdotta da Tommy Rossi e presentata da Giacomo Serreli, si sono esibiti gli artisti scelti dalla giuria tra 50 produzioni discografiche.
In apertura i Safir Nou hanno presentato due brani a metà tra pop e new age tratti dal doppio album Liminal. A seguire sono saliti sul palco i Sonos in Cumpanzia con due brani caratterizzati dal ritmo del tipico ballo sardo con l’introduzione di nuovi giri armonici tra chitarra, organetto diatonico e trunfa.
Assenti per impegni contemporanei i Rodella, la serata è proseguita con il cantautore chitarrista Gigi Marras che ha presentato due brani tratti da Gargarismi (anagramma del suo nome) e una divertente “micro canzone” di 18 secondi netti.
Sorprendente, almeno per il pubblico gallurese, l’esibizione di Federico Marras Perantoni che ha presentato due estratti da Canzoni di mari nella variante del sardo turritano. L’autore da alcuni anni ha avviato un percorso di nobilitazione del sassarese solitamente usato per mettere in musica goliardia e cionfra. Una bella scommessa che funziona.
La giuria del Premio Cervo ha premiato disco storico Paradiso in Re di Maria Carta. Maria Giovanna Cherchi, accompagnata dal chitarrista folk Bruno Maludrottu, ha interpretato due brani del famoso album della cantante di Siligo. Tra questi l’immortale corsicana in gallurese/corso, il canto del bandito Antoneddu adattato e inciso da Maria Carta nel 1971. Il premio è stato ritirato dal presidente della Fondazione Maria Carta Leonardo Marras.
La giuria era composta oltre che da Tommy Rossi e Giacomo Serreli, da Marco Mulas direttore dell’Isre (assente), dal giornalista Rai Paolo Mastino, dalla conduttrice di Radio Olbia Web Rita Nurra, dal giornalista Simone La Croce e da Nico Mu (anche lui assente).





































