Olbia 8 settembre 2025 – La Cgil Gallura attraverso una nota stampa “esprime forte preoccupazione e sconcerto in merito alla notizia, relativa alla presenza di un gruppo di soldati israeliani in vacanza a Santa Teresa di Gallura, ospitati in strutture turistiche del territorio”.
Nel documento si sottolinea che “In un momento in cui il conflitto in Medio Oriente continua a mietere vittime civili e a generare una crescente indignazione internazionale per le gravi violazioni dei diritti umani, riteniamo inopportuna e politicamente insensibile la scelta di accogliere nel nostro territorio personale militare direttamente coinvolto nelle operazioni belliche in corso. La Sardegna è da anni al centro di una forte mobilitazione civile contro la militarizzazione, per la riconversione delle servitù militari e in favore della pace.
Accogliere, seppur per fini turistici, personale militare attivo in scenari di guerra va nella direzione opposta a questi valori – prosegue il sindacato -. Chiediamo alle autorità locali, Comune, Regione e Prefettura, di chiarire in che modo sia stato autorizzato questo soggiorno e quali siano le motivazioni che hanno portato a tale scelta”.
Secondo la Cgil “È inoltre urgente sapere se si tratti di un’iniziativa privata o se vi sia il coinvolgimento di istituzioni pubbliche italiane o straniere”. Il sindacato ribadisce il proprio impegno per la pace, il rispetto dei diritti umani e la solidarietà tra i popoli. “La Gallura, terra di accoglienza e di lavoro, non può diventare un luogo di ‘svago’ per chi è coinvolto in conflitti armati in spregio al diritto internazionale. Invitiamo infine tutta la società civile, le associazioni, i lavoratori e le lavoratrici a mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo e a partecipare attivamente alle mobilitazioni per la pace e la giustizia”.
































