Olbia 25 settembre 2025 – Per comprendere cosa sia accaduto nella tenuta di Conca Entosa tra Emanuele Ragnedda e Cinzia Pinna sarà necessario attendere gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Tempio Pausania. Al termine dell’interrogatorio di ieri, durato quattro ore, l’imprenditore di Arzachena avrebbe reso dichiarazioni rilevanti. La Procura, al termine dell’atto istruttorio, ha diffuso un breve comunicato:
“Questo Ufficio, in data, odierna ha disposto il fermo di indiziato di delitto nei confronti di un soggetto indagato in ordine ai reati di omicidio volontario aggravato dall’uso di arma comune da sparo e occultamento di cadavere. Si precisa che, allo stato, in ossequio al principio di non colpevolezza, la posizione della persona indagata e il provvedimento cautelare adottato si riferiscono esclusivamente alla fase delle indagini preliminari, fatti salvi il giudizio del Giudice Cautelare ed il giudizio di merito”.
Un punto centrale sarà l’autopsia, che verrà eseguita presso l’Istituto di Medicina Legale di Sassari. L’esame dovrà confermare la presenza di colpi d’arma da fuoco e chiarire se la versione fornita da Ragnedda trovi riscontro nelle evidenze medico-legali.
Con tutta probabilità, l’udienza di convalida del fermo per Ragnedda si terrà domani mattina a Tempio Pausania. Nel frattempo, la posizione del secondo indagato appare destinata a ridimensionarsi, sebbene gli inquirenti abbiano disposto fin dall’inizio una serie di accertamenti irripetibili che dovranno comunque essere completati.
Il collegio difensivo composto da Antonello Desini, Maurizio e Nicoletta Mani precisa: “Noi adesso attendiamo che vengano effettuati gli accertamenti sull’autovettura e sul telefono del nostro cliente perché questo è importante, ed è possibile che il nostro assistito assuma la veste di persona offesa, il che porterebbe al reato di calunnia che è perseguibile d’ufficio”.
































