ARZACHENA. Un uomo dedito al lavoro, alla famiglia, amante della cultura e delle tradizioni galluresi. Giovanni Fresi, 58 anni, ucciso a bastonate dal figlio Michele questa notte ad Arzachena, era una persona molto conosciuta e stimatissima in paese.
Orafo, filigranista e gioielliere apprezzato, nella sua bottega di via Lamarmora ideava e realizzava gioielli capaci di rendere speciali celebrazioni e momenti importanti della vita dei suoi clienti. Quella vita che ha invece avuto per lui un epilogo drammatico e ingiusto.
Un rapporto non facile quello tra Giovanni e suo figlio, un ragazzo difficile, molto problematico, con dipendenze da alcol e sostanze stupefacenti. Più volte in passato si era reso protagonista di risse e colluttazioni, ed era ben conosciuto dai Carabinieri della stazione di Arzachena.
Nessuno tuttavia avrebbe potuto pensare a un epilogo di tale portata, che ha profondamente sconvolto la comunità arzachenese.
La famiglia Fresi è molto nota in paese. Il nonno dell’omicida, anch’egli Michele Fresi, è stato uno dei primi maestri elementari di Arzachena, nonché un profondissimo conoscitore e studioso della civiltà degli stazzi, della cultura e delle tradizioni della Gallura.
































