Olbia 20 settembre 2025 – Nell’ambito del progetto “½ Mezzo – per una mobilità inclusiva e sostenibile a Olbia” sono stati presentati i risultati di due campagne di monitoraggio del biossido di azoto (NO₂) , inquinante nocivo per la salute e per l’ambiente. La conferenza si è svolta questa mattina nella Sala mostre delle Casermette di via Mameli.
I dati, illustrati da Gloria Pellone dell’associazione “Cittadini per l’aria”, hanno evidenziato come il traffico cittadino stia incidendo in modo crescente sulla qualità dell’aria. “Abbiamo coinvolto oltre cento studenti di quattro istituti superiori di Olbia e posizionato insieme a loro più di 120 campionatori passivi” ha sottolineato Pellone ricordando che le campagne si sono svolte a ottobre 2024 e a giugno 2025.
Gli studenti del liceo scientifico Mossa, del liceo classico linguistico Gramsci, dell’Istituto Deffenu e dell’Amsicora hanno partecipato attivamente non solo al posizionamento dei campionatori ma anche alla scelta dei punti di rilevazione. Alcuni dispositivi sono stati installati accanto alle centraline Arpas della zona cimitero e del parco Fausto Noce per confrontare i dati con quelli ufficiali.
Il raffronto tra le due campagne ha messo in luce differenze significative. A ottobre 2024 i valori medi di NO₂ risultavano inferiori rispetto a quelli delle grandi città italiane, con livelli più bassi nelle aree verdi e leggere criticità in viale Aldo Moro e corso Vittorio Veneto con oltre 26 µg/m³ (microgrammi per metro cubo). A giugno 2025, invece, con l’aumento del traffico estivo, le concentrazioni hanno registrato in media 10 µg/m³ in più, con picchi oltre i 50 µg/m³ in viale Aldo Moro e via San Simplicio.
Tra i suggerimenti emersi per contrastare le criticità: potenziamento del trasporto pubblico locale, sviluppo della ciclologistica, strade scolastiche, percorsi sicuri per la mobilità attiva e una comunicazione più efficace sul tema della qualità dell’aria.
Nel corso della conferenza, Antonio Brurrai del Fab Lab Olbia ha presentato lo “Smog Busters”, un dispositivo stampato in 3D e realizzato con scheda Arduino. “Abbiamo voluto dimostrare che strumenti di rilevazione dell’aria sono facilmente autocostruibili e che i progetti possono essere condivisi online – ha spiegato -. Il dispositivo utilizza un piccolo sensore metallico che, riscaldandosi, assorbe gli inquinanti e restituisce una lettura numerica giornaliera”. L’obiettivo è stimolare cittadini e studenti a monitorare in prima persona la qualità dell’aria, promuovendo un cambiamento collettivo e incoraggiando l’amministrazione a sostenere iniziative per una mobilità più sostenibile.

































