OLBIA. Nebulose che richiamano le galassie e che raccontano l’universo insieme a colori brillanti e luminosi che accendono le forme astratte. Sono gli acquerelli di Alice Pinna Pintor, 27 anni, torinese di origini sarde. Le opere si trovano in esposizione nello spazio artistico di SuEntu lab, in via XX Settembre, nato dalla collaborazione tra le associazioni culturali Mediterrarte e Arché.
L’esposizione della 27enne, che vive a Olbia da due anni, si intitola “Yatha pinde tatha brahmande”. “È un mantra di origini sanscrite – spiega la giovane pittrice -. Significa io sono esattamente come l’universo, l’universo è esattamente come me. Per questo progetto, infatti, ho voluto ricercare nel macrocosmo il microcosmo che è dentro di noi.
Le nebulose ricordano vagamente alcune parti del nostro corpo, come l’articolazione della spalla o dell’anca, e mi è piaciuta l’idea di ricercare una connessione non solo con la natura terrestre ma con tutte le galassie. L’acquerello si presta molto bene a questo genere di figure”.
Alice Pinna Pintor è un’artista a 360 gradi. Oltre ad aver studiato danza fin da piccola, ha frequentato il liceo artistico teatrale scenografico a Torino. Ha seguito la carriera di arti drammatiche a Roma e poi a Londra. A Berlino, infine, ha ottenuto un master in arti performative e visive.
“Generalmente – racconta – si dipinge orizzontalmente ciò che si vede al proprio livello. La verticalità che ho ricercato per questa esposizione parla, invece, della mia relazione con l’universo”.
Le dieci opere, visitabili fino al 9 agosto dalle 17:00 alle 21:00, sono un invito alla meditazione e all’introspezione. “Mi piacerebbe che lo spettatore si ponesse delle domande di fronte a quello che ho dipinto. Qualsiasi forma artistica ti deve fare interrogare su qualcosa e non potrai mai dire di aver capito.
Abbiamo tutti consapevolezze molto diverse. Non siamo in armonia con l’energia della terra e per questo mi piacerebbe che i miei acquerelli portassero le persone a fermarsi e a restare dentro se stesse, allontanando tutti gli input che ci arrivano dalla tecnologia. Osservarci, riconnetterci e magari a guardare anche lassù, all’universo – conclude sorridendo Alice Pinna Pintor -. Chissà cosa c’è!”.
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