OLBIA. La LNG Terminal che prevede la realizzazione di un deposito di GNL (Gas naturale liquefatto) da circa 40mila mc nei pressi del porto industriale di Cocciani, lo scorso 27 gennaio ha avviato l’iter di VIA (Valutazione di impatto ambientale) presso il Ministero della Transizione Ecologica.
È l’ultimo step in ordine cronologico del progetto che ora si chiama EnerClima 2050 previsto nella zona industriale Cipnes. Da quanto si apprende dal sito aziendale, il “distretto energia” sarà realizzato “con innovazioni tecnologiche attente all’inquinamento e all’ambiente, con strutture omogenee mirate a sostenere l’autonomia energetica del territorio con energia rinnovabile, in equilibrio con l’ambiente ad emissioni zero”.
EnerClima 2050 è costituita da Vittorio Marzano, proprietario di Fiamma 2000 S.p.A. (47,5%) BB Energy (47,5%) che si occupa dell’approvvigionamento dell’LNG e dal dr. Antonio Nicotra (5%), esperto delle tecnologie dell’LNG e del bio-metano da risorse rinnovabili.
Il progetto si sviluppa in tre fasi a partire dalla transizione dal carbone fino all’utilizzo dell’idrogeno-elettrico. Nel dettaglio:
- 1) LNG fossile > Transizione a breve termine (2025-2030). Il passaggio dal carbone e dai derivati del petrolio, più inquinanti e tossici, al gas naturale/metano liquido (LNG) e gassoso (rete gas/CNG) ancora importato e di origine fossile, ma non tossico e con emissioni di gas serra più che dimezzate.
- 2) BioLNG rinnovabile > Transizione a medio termine (2025-2045). Transizione da LNG fossile importato a bio-metano/bio-LNG da fonti rinnovabili locali, fino a totale eliminazione dell’LNG fossile importato e raggiungiento dell’autonomia energetica in equilibrio con l’ambiente a zero emissioni nette entro il 2050.
- 3) Idrogeno-elettrico > Transizione a lungo termine (dal 2035). Transizione dai motori a combustione interna a modelli energetici più efficienti, con vettori idrogeno ed elettrico, ancora basati sul bio-metano liquido/gassoso come materia prima e stoccaggio strategico più economico e sostenibile

Il “distretto energia” include quattro unità produttive “fondamentali per realizzare il Ciclo Biologico del Carbonio che produce energia in equilibrio con l’ambiente, a zero emissioni-nette di gas serra, sfruttando l’energia solare ed il riciclo inesauribile di risorse organiche locali”:
- A) Terminale (bio)/LNG: con serbatoio di stoccaggio strategico da 40,000 m3 di LNG (pari a circa 260 GWh equivalenti a circa un mese di autonomia energetica del territorio),con annessi impianti di rigassificazioneliquefazione e distribuzione metano liquido/gas.
- B) Centrale Elettrica (CCPP): da 180 MW, alimentata a (bio)/gas e predisposta per la cattura ed il riutilizzo della CO2 (sistema CCU), in funzionamento “peak-shaving” per il bilanciamento dei carichi degli elettrodotti causati dalle fluttuazione delle altre FER
- C) Coltura di alghe: sperimentale in foto-bioreattori, in grado di catturare circa 2% delle emissioni della CCPP, trasformandoli in circa 1000 t/a di prodotti per alimentazione, farmaceutica, cosmesi e scarti di biomassa per l’energia..
- D) Impianto bio-gas: per la fermentazione di 40,000 t/a di biomasse ricavate da rifiuti (FORSU), residui e scarti agro-industriali e da colture energetiche (tipo le alghe) per produzione di 4 MCM di bio-metano riciclate al Terminale bio/LNG (corrispondenti a 3,000 t/a di bio-LNG –
circa 2% della capacità del totale).
Per saperne di più sul progetto Olbia EnerClima 2050 vedi il sito >
































