OLBIA 15 luglio 2025 – Tra le vigne e la quiete di una fattoria nasce un progetto che unisce natura, manualità e memoria. Wilma e Tiana, due pecore domestiche, sono le protagoniste di “La Filiera della Lana“, un ciclo di quattro appuntamenti domenicali dedicati alla scoperta e alla pratica di un’arte antica e autentica.
L’idea è germogliata da un gesto semplice ma significativo: la tosatura delle due pecore per il loro benessere durante l’arrivo del caldo. Da quella lana, invece di essere scartata, è nato un interrogativo che ha dato vita a un percorso di riscoperta di saperi concreti, lenti e profondamente umani.
Come accade nella vita, anche la lana attraversa fasi: si libera del superfluo, si pulisce, si pettina, si trasforma e si intreccia con altri fili. Un processo che assomiglia a quello dell’esistenza stessa, fatto di cambiamenti, cura, attesa e creazione.
Il progetto si sviluppa in quattro domeniche mattina: lavaggio della lana, cardatura, filatura e tessitura. Ogni appuntamento inizia alle 10:00 con un’accoglienza, seguito dal lavoro manuale all’aria aperta.
“L’obiettivo non è solo imparare una tecnica – spiega Arianna Canopoli di Cantina Murales, organizzatrice dell’iniziativa insieme alla sua famiglia – ma riscoprire un ritmo diverso, quello che la natura ci insegna attraverso i suoi tempi e le sue stagioni”.
Gli appuntamenti si svolgono in un ambiente accogliente, dove i partecipanti possono sperimentare direttamente ogni fase del processo. La mattinata si conclude con un picnic in vigna, tra racconti, incontri e la compagnia degli animali della fattoria. Un tempo dedicato a sé stessi, agli altri e alla natura.
L’iniziativa è rivolta a grandi e piccoli, a chi vuole sporcarsi le mani, ascoltare storie intrecciate ai gesti, e riscoprire il valore del fare. Durante le quattro domeniche, i partecipanti avranno modo di toccare con mano ogni aspetto della filiera, dalla materia prima al prodotto finito. Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e riconnette con gesti antichi che hanno caratterizzato la vita delle comunità rurali per secoli.
È un’opportunità per valorizzare le competenze artigianali del territorio e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio di conoscenze che rischia di andare perduto. La lavorazione della lana, infatti, non è solo una tecnica produttiva ma un modo di vivere e interpretare il rapporto con la natura.
































