OLBIA. Minacciano di rivolgersi alla magistratura se il dottor Gianluca Sanna, cardiologo dell’Asl di Olbia, “non verrà rapidamente ricollocato nel ruolo e nelle funzioni operative che aveva fino al 2020”.
La perentoria richiesta è contenuta in una lettera raccomandata inviata alle tre direzioni generali dell’Azienda sanitaria olbiese a firma degli “Utenti del servizio ambulatoriale Cardiologico San Giovanni di Dio in Olbia”. Il gruppo, che ha allegato anche un file con circa 170 firme a sostegno dell’iniziativa, ha un solo obiettivo: “ripristinare la piena operatività di un centro ambulatoriale cardiologico che, fino al 2020, risultava efficiente nelle proprie prestazioni”.
Per capire cosa è successo dopo il 2020 e perché il rapporto tra pazienti e il cardiologo del vecchio ospedale è cambiato, il gruppo spontaneo di protesta elenca date e disservizi che sarebbero sorti durante la prima fase dell’emergenza covid trascinandosi fino a oggi.
Ma non solo, nella lettera inviata alla Asl, i firmatari indicano precise responsabilità nella “gestione della dirigenza del distretto e del CUP”.
Per sostanziare l’impossibilità di accedere all’ambulatorio di cardiologia e alle cure del dott. Gianluca Sanna, che risulterebbe comunque in servizio, il gruppo sostiene che i pazienti sarebbero “costretti a rimandare le periodiche visite cardiologiche, le indagini tramite holter, le prove sotto sforzo, le ecografie, e, in generale, tutti gli esami strumentali”.
In pratica, come è successo per altri ambulatori chiusi di punto in bianco con i pazienti costretti a rivolgersi a strutture lontane o private, anche coloro che hanno necessità di interfacciarsi con dott. Sanna, si vedono costretti a rivolgersi a cardiologi privati – “e pochi di noi sono in grado di permetterselo – lamentano i firmatari – oppure a presidi ospedalieri logisticamente assai disagevoli, come quello di Tempio Pausania o, addirittura, di Cagliari o Sassari, per godere di prestazioni che il dott. Sanna ci garantiva direttamente, con estrema celerità”.
La differenza, però, rispetto ad altri ambulatori scomparsi negli ultimi tempi dalla ASL di Olbia, sembrerebbe paradossale poiché l’ambulatorio di cardiologia non è chiuso e, in più, il medico c’è. A questo punto occorrerebbe che la Asl spiegasse perché questo servizio risulterebbe inaccessibile a coloro che ne hanno urgente bisogno.
































