OLBIA. Gli olbiesi lo chiamavano “cavalcavia”. In realtà, il cavalcaferrovia, costruito tra il 1960 e il 1962, sta per scomparire. Probabilmente entro il 2025. Eppure, oltre 60 anni fa aveva reso decisamente più comodo l’attraversamento dei binari. Il traffico veicolare cittadino non era certo quello di oggi ma il ponte sui binari della linea Olbia-Golfo Aranci aveva tutte le caratteristiche di un’opera all’avanguardia. Fino a quel momento, per andare verso Pittulongu, la cui strada era ancora sterrata, gli olbiesi dovevano varcare un cancello (non un passaggio a livello) con due grandi ante aperte e chiuse dal casellante che abitava nella casa cantoniera, ancora oggi presente ma dismessa dalle funzioni di edificio di controllo.
OLBIA NEL 1954. Nelle foto aeree della Regione Sardegna, messe una di fianco all’altra, si vedono due scatti. A sinistra siamo nel 1954 con l’ospedale in costruzione (sarà inaugurato nel 1956 Fatebenefratelli) , i due canali San Nicola e Zozò e la strada perpendicolare che dalla futura viale Aldo Moro (ex via Ospedale) attraversa la linea ferroviaria con “i cancelli” e il suo proseguimento sterrato che, dalla futura via Dei Lidi, lambisce la spiaggetta di Su Arrasolu e si estende verso Pittulongu. Nettamente segnate le due direzioni della linea ferroviaria: oltre i canali, la rete verso Golfo Aranci e prima, a semicerchio, il tratto ferrato verso l’Isola Bianca, oggi dismesso ma tornato di attualità in quanto previsto nei nuovi progetti di RFI insieme alla nuova linea, oltre la stazione Terranova, che collegherà l’aeroporto.
OLBIA NEL 1968. Come si può notare dalla foto a destra del 1968, il cavalcaferrovia è presente, e dai primi anni ’60 svolge egregiamente la sua funzione. Da via D’Annunzio all’intersezione con via Ospedale, verso nord, pochi metri oltre il San Nicola, gli olbiesi svoltano verso il ponte per raggiungere l’abitato di via Dei Lidi, che comincia a espandersi e, attraverso la strada ormai asfaltata, le spiagge di Pittulongu. Il quartiere Ospedale cresce con le tre nuove palazzine dei ferrovieri (a sinistra dei binari), le case popolari a destra e sinistra poco oltre il San Giovanni di Dio, e le nuove abitazioni. Tutto cresce vorticosamente, compresi interi quartieri a ridosso del canale Zozò.
OLBIA NEL 2025. Il prossimo anno, dopo oltre 60 anni di onorato servizio, il cavalcaferrovia scomparirà dallo scenario urbanistico della città. Il sovrappasso, diventato un collo di bottiglia troppo stretto per la mole di traffico in entrata e in uscita, cederà il posto a un sottopasso a quattro corsie. RFI, come già anticipato da Olbianova, sta ultimando il progetto esecutivo per la sua demolizione e il contestuale innalzamento di circa due metri delle rotaie e dei ponti sulle foci dello Zozò e del San Nicola. Sulla strada, tra via Galvani e il cavalcaferrovia, dove oggi c’è la piccola rotonda di circa 8 metri, nascerà una grande rotatoria che avrà bisogno di spazio e, dunque, come succederà nella nuova rotatoria del nuovo ponte di ferro (progettata da Metassociati), saranno necessari alcuni espropri e conseguenti demolizioni di un paio di abitazioni. I proprietari dovranno venderle al Comune a prezzo di mercato per consentire la realizzazione delle nuove strade. Nel 2025, se tutto va come nei piani d RFI, il cavalcaferrovia sarà sacrificato per fare spazio a una crescente richiesta di espansione stradale. Un’opera antica che segna il passo in nome del progresso. E cosi sia!
Fonti storiche Marino De Rosas e Tonino Casella
































