★VIDEO★ OLBIA. Al museo archeologico c’erano familiari, amici e conoscenti, ma anche le nuove generazioni per le quali sono diventati due punti di riferimento. A venticinque anni dall’incidente aereo in Kosovo nel quale persero la vita, Roberto Bazzoni, allora 37enne, tecnico ortopedico, e Antonio Sircana, 44 anni, medico ortopedico, sono stati ricordati nei racconti e nelle testimonianze della gente.
La serata, dall’idea di Franco Cudoni, direttore di Ortopedia e Traumatologia AOU di Sassari, collega e amico fraterno di Antonio Sircana e Roberto Bazzoni, è stata organizzata dal comune di Olbia e dalla Caritas diocesana. Un evento, sullo sfondo le drammatiche immagini del documentario realizzato da Sat2000 sul disastro aereo, per ricordare due grandi uomini che morirono durante una missione umanitaria.
A raccontare di loro c’era il sindaco Settimo Nizzi che li ha definiti “due amici” e, con la voce rotta dalla commozione, ha aggiunto come “Non si possa non ricordarli con amore e felicità”. C’erano anche Sebastiano e Masina Langiu, padre e moglie di Roberto Bazzoni. “Fu una tragedia per chi perse qualcuno ma che diventò fonte di pane per tanti – ha detto il genitore che dopo la morte del figlio fondò la Roberto Bazzoni Onlus -. Questo allevia la pena ma il male rimane”.
Erano presenti anche suor Luigia Leoni, allora direttrice della Caritas, e la moglie di Antonio, Maddalena Lendini Sircana. “Da parecchio tempo – ha raccontato suor Luigia – Roberto era coinvolto con la Caritas nell’aiuto in Kosovo. La chiusura dell’accesso degli aeroporti da parte di Milosevic rendeva impossibile la partenza dei nostri. Il dottor Sircana quando intravide la possibilità di partire con un aereo era felice, venne subito ad annunciarmelo e nonostante lo invitassi ad attendere mi raccomandò di stare tranquilla e mi disse che mi avrebbe chiamato al suo ritorno che purtroppo non avvenne mai”.
“Ero preoccupata per la partenza ma Antonio non sentiva ragioni e non poteva rinviare – ha detto la moglie -. Ricordo che quando lo accompagnammo in aeroporto, Roberto lo aspettava con un sacco a pelo per dormire. Fu l’ultima volta in cui li vedemmo”.
Alla serata hanno partecipato anche la delegata nazionale della Caritas, Laura Stopponi, il direttore della Caritas diocesana gallurese, Domenico Ruzittu, don Mauro Bucciero, in rappresentanza del vescovo Fornaciari, il parroco de La Salette don Gianni Sini, Giansimone Masia di Confindustria e il medico Peppino Mela che nei giorni successivi al disastro aereo si recò in Kosovo per il riconoscimento dei corpi dei suoi due amici. “Ancora oggi sentiamo il bisogno di ringraziarli – ha detto Mela – per quei pochi anni che hanno avuto per dare un grande esempio etico ed educativo”.
Vegim Thaqi, kosovaro che vive e lavora Olbia, ha annunciato che si occuperà di realizzare un’opera d’arte in ricordo dei due volontari olbiesi che si impegnarono per il suo Paese.
La serata si è chiusa con lettura dei temi su Roberto Bazzoni e Antonio Sircana di Lavina Delogu, del liceo scientifico Mossa, e Lorenzo Meloni, dell’Istituto Panedda. I due giovani, premiati con una borsa di studio di mille euro offerta dalla Caritas, hanno ricevuto una pergamena dalla vice sindaca di Olbia Sabrina Serra e dal direttore della Caritas Domenico Ruzittu. La menzione speciale è andata ad Alex Budroni, Gioele Cossu e Gianluca Varrucciu della quinta C del Panedda per una canzone rap dedicata ai due volontari.
“Abbiamo cercato di dare dei messaggi – ha spiegato Franco Cudoni –. Non si tratta soltanto del ricordo di Antonio e Roberto ma significa partire dal loro sacrificio per capire quanto invece è importante dare aiuto a chi ha bisogno, che può essere l’amico che sta vicino a casa o quello che sta lontano”. Di seguito il servizio andato in onda nel Tg di Telesardegna ⬇️

































