Da diversi giorni in città si dà per ormai certo l’accordo tra l’Olbia Calcio, rappresentata dagli svizzeri della Swiss Pro, e il gruppo capitanato da Roberto Felleca, imprenditore selargino che in passato ha già rilevato con successo entità calcistiche che versavano nelle stesse condizioni della squadra gallurese.
La gente si chiede: come mai si è arrivati a un passo dalla chiusura dell’accordo ma tutto slitta a date successive? A che punto sono gli stipendi verso i dipendenti dell’Olbia Calcio e dei suoi calciatori? Ma se – come dichiarato da Benno Reaber – le disponibilità c’erano prima del 4 giugno, come mai si ritarda ancora nel pagamento delle spettanze ai propri dipendenti?
Sembra di stare davanti a un tavolo di poker organizzato tra giocatori esperti e principianti dove il bluff la fa da padrone e ogni giocatore, dopo aver fatto il suo rilancio, attende di vedere le carte degli altri. Arriva così il momento clou quando si dice “vedo” e tutti devono girare le proprie carte sul tavolo e finalmente si capisce chi ha vinto la “mano” di gioco.
Ecco, siamo proprio in una situazione del genere: da una parte gli svizzeri della Swiss Pro, dall’altra il gruppo entrante e altri personaggi che girano ai margini pronti ad alimentare polemiche, dubbi, qualche verità e piccole bugie.
Siamo davanti al momento della verità. Si capisce che qualunque gruppo voglia prendere l’Olbia lo farebbe solo se gli emolumenti per questa stagione fossero già pagati e sistemati, altrimenti la squadra bianca non si potrebbe nemmeno iscrivere al campionato di Serie D.
Il 30 aprile Benno Reaber aveva raccontato a tutti di avere le disponibilità per saldare stipendi (a calciatori ed amministrativi) e provvedere all’iscrizione della società in quarta serie. Sono passati 52 giorni da quella data ed i calciatori ancora attendono il saldo delle loro spettanze. Gli altri dipendenti hanno percepito piccole somme a titolo di acconto ma il saldo di quanto dovuto ancora non è stato erogato. Perché, se i soldi c’erano, gli stipendi non sono stati pagati?
È chiaro che chiunque voglia entrare nell’Olbia Calcio ha necessità di vedere le vecchie pendenze sistemate, ma chi deve sistemare? E poi, chi veramente vuole entrare nell’Olbia Calcio esca allo scoperto e lo dichiari pubblicamente. Non si può continuare ad andare avanti così con voci di ripicche e pettegolezzi da lavanderia che non fanno assolutamente bene all’Olbia Calcio, ai tifosi e agli olbiesi tutti.
Ora non serve fare la lista dei buoni o dei cattivi, è arrivato il momento in cui si “chiamano le carte”. I bluff possono giocare su un altro tavolo. Per Olbia e per l’Olbia servono rispetto e chiarezza, da parte di tutti. Nessuno escluso.
































