Per il delitto di cui è accusato rischia la reclusione da sei a dodici anni ma per il momento, in attesa del processo, il giudice per le indagini preliminari, Marco Contu, ne ha disposto gli arresti domiciliari presso la sua abitazione con il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo, telefonico o telematico, se non con i suoi familiari conviventi. L’uomo, 70 anni, dovrà rispondere di violenza sessuale nei confronti di una giovanissima donna.
LA VICENDA. È agosto. La ragazza vive col marito in una casa affittata. Poiché un rubinetto non funziona bene, si rivolge alla proprietaria dell’appartamento la quale le assicura che sarebbe passato il marito per controllare il guasto. La sera stessa, in effetti, l’uomo, 70 anni compiuti, si presenta a casa sua con la scusa di dare un’occhiata al guasto. In quella occasione la riempie di complimenti ma non va oltre. Sarebbe ritornato il giorno seguente con un rubinetto nuovo.
Occorre considerare che il 70enne in diverse occasioni era entrato nella sua abitazione ma, fino a questo momento, non era mai stata sola. Lei – come ha dichiarato nella denuncia – lo ha sempre considerato una persone gentile, “come un nonno”. Non aveva mai avuto alcun sospetto né poteva mai immaginare che quell’uomo, “anziano” – come lo vedeva – l’avrebbe aggredita allo scopo di avere con lei un rapporto sessuale.
L’AGGRESSIONE. Puntualmente il pensionato suona il campanello quando la ragazza è sola. Lei lo fa entrare in cucina e accende la macchinetta del caffè. A quel punto l’uomo rompe gli indugi e l’afferra per un braccio. L’abbraccia con forza, la stringe a sé al punto che la giovane non riesce a svincolarsi. Può solo ripetutamente implorarlo di smetterla.
L’uomo però non si ferma, mentre la tiene stretta prova a baciarla dappertutto, sul collo, sulla testa e la palpeggia avvinghiandola per il bacino. Poi, mentre il 70enne si siede sul divano invitandola a un rapporto sessuale completo. È il momento buono. La ragazza ne approfitta e riesce a scappare dalle sue grinfie, e in un attimo chiama al telefono un vicino di casa che si presenta dopo qualche minuto. È in preda al panico e piange.
L’aguzzino, davanti a quella intrusione, tenta di apparire tranquillo, come nulla fosse accaduto, e dice che la donna non aveva motivo di piangere per quel rubinetto rotto e che avrebbe chiamato un idraulico. Esce dalla casa per poi ritornare un quarto d’ora dopo con un rubinetto nuovo “sorprendendosi” che il vicino sia ancora lì. La donna, però, non lo vuole vedere. È chiusa in camera e confortata dalla presenza amica del dirimpettaio riesce a mandarlo via dicendogli che per il rubinetto si sarebbe arrangiata da sola.
L’ARRESTO. Il resto della storia, con gli agghiaccianti dettagli della vicenda, sono contenuti nella denuncia che la giovane donna ha rilasciato qualche giorno dopo ai Carabineri i quali si sono attivati immediatamente seguendo il “codice rosso”, il protocollo che riguarda i casi di violenza.
Oltre al racconto della vittima, supportato dai referti medici, i militari hanno raccolto le testimonianze delle persone informate sui fatti. A partire dal vicino di casa fino ai familiari della donna messi al corrente da lei stessa nell’immediatezza della violenza.
Il 70enne, difeso dall’avvocato Angelo Merlini, è comparso davanti al gip per la convalida dell’arresto ammettendo le proprie responsabilità.
Il giudice, per altro, ha ritenuto pienamente attendibili le dichiarazioni rese dalla vittima convenendo con il PM sull’uso della forza dell’uomo utilizzata per vincere la fiera e disperata resistenza opposta dalla donna. I gravi indizi del reato, secondo quando emerso dalle indagini, “sono da ritenersi sussistenti”.
































