Nicola Filia ha partecipato alla quarta edizione di Roma Arte in Nuvola, una delle fiere più importanti nel panorama dell’arte moderna e contemporanea, tenutasi dal 22 al 24 novembre.
“Ho voluto portare l’anteprima del Progetto Carbone, che rappresenta la genesi della mia città d’origine, Carbonia – spiega l’artista –. Attraverso le sculture racconto il mondo delle miniere, dove mio nonno, come tanti altri, ha perso la vita inseguendo un sogno. Il Sulcis Iglesiente era una grande palude fino a quando Mussolini realizzò le bonifiche, scoprì il carbone, costruì le miniere e una città in stile razionalista”.
Carbonia, in effetti, come altre città fondate nello stesso periodo, tra cui Fertilia, Aprilia e Latina, fu progettata seguendo i principi dell’architettura razionalista, con piazze centrali, edifici monumentali e un’organizzazione funzionale degli spazi, simbolo dell’efficienza del regime fascista.
“A Carbonia l’economia si basava esclusivamente sullo sfruttamento del territorio – aggiunge Filia -. Ecco, le mie sculture rappresentato un grido di dolore per una terra prima sfruttata e poi abbandonata, dove le persone si illudevano di vedere un futuro roseo che nel tempo si è trasformato in una realtà molto più triste”.
La partecipazione di Nicola Filia è stata particolarmente apprezzata dalla direzione della Fiera, dalla stampa e dalla critica, anche per il suo approccio innovativo. L’artista, infatti, è un esempio di figura poliedrica, capace di unire il ruolo di artista e gallerista. Roma Arte in Nuvola, infatti, era riservata esclusivamente alle gallerie d’arte.
































