OLBIA. Un meraviglioso angolo di piazza diventato teatro di disordine con spaccio di droga, molestie alle ragazze, bottiglie di vetro lasciate a terra e musica a tutto volume. Questi i motivi che hanno spinto Marco Pistone, titolare del Beer Julep, a chiudere il suo locale che si affaccia su piazza Regina Margherita.
“Resteremo chiusi fino a quando le cose non cambiano – dichiara Pistone che ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza -. Altrimenti ci diamo un tempo e abbasseremo le serrande una volta per tutte, probabilmente anche quelle del Mint”.
Era il 30 luglio scorso quando il proprietario dell’iconico cocktail bar Mint Julep aveva aperto un secondo secondo locale a pochi passi dal primo, il Beer appunto, con l’obiettivo di portare ancora più gente in piazza per allontanare definitamente la microcliminalità.
“Venerdì scorso – racconta Marco Pistone – ho contato venticinque persone davanti al bar che facevano di tutto. Hanno messo musica ad alto volume, bevevano birre tutta la sera, fumavano canne e spacciavano. Una situazione che va avanti da un anno (noi siamo aperti da cinque). Ecco perché abbiamo deciso di chiudere, per protesta – prosegue -. Occorreva che qualcuno facesse qualcosa, dato che tutti ci lamentiamo da tempo ma nessuno ha mai agito”.
Pistone spiega come quella zona sia diventata poco attrattiva per i clienti. “Olbiesi e turisti se ne vanno, e le ragazze in particolare non sono libere di uscire la sera perché vengono infastidite dalle persone davanti al bar. La stessa cosa accade anche alle nostre dipendenti”.
Secondo il titolare dei due locali la soluzione sarebbe far tornare a vivere la piazza che condivide la stessa triste sorte con piazza Matteotti e piazza Mercato. “Solitamente nelle piazze ci sono i tavolini di bar e ristoranti – dice -. Noi avevamo fatto richiesta ma ci è stata negata dal Comune. Questa sarebbe una prima strada da percorrere, assieme a quella di eliminare le panchine di fronte ai nostri locali. E poi, animare la piazza con mostre fotografiche e mercatini. Questi luoghi non possono rimanere vuoti”.
Il proprietario punta ad estendere la protesta ad altri locali del centro. “Abbiamo ricevuto molte telefonate e solidarietà da tantissima gente – afferma Pistone -. Si sta muovendo qualcosa. Vediamo cosa riusciremo a fare tutti insieme. Qualcuno magari ha paura di unirsi ma c’è chi è già pronto. Noi – dice – siamo una squadra, siamo in dieci d’estate e in cinque per la stagione invernale. Non abbiamo niente da perdere. Qua non c’è controllo e ora che andiamo verso l’inverno sarà sempre peggio”.

































