Tempio Pausania, 20 ottobre 2025 – Nella gremita aula Manlio Brigaglia della Biblioteca comunale di Tempio Pausania, il pubblico ha accolto con grande calore lo scrittore Marcello Fois, ospite d’eccezione per la presentazione della sua ultima opera:“L’immensa distrazione”.
Ad aprire l’incontro è stato Emiliano Deiana, che ha introdotto il romanzo leggendo l’incipit del libro, subito capace di catturare l’attenzione dei presenti: “Ettore Manfredini, nonostante fosse appena morto, la mattina del 21 febbraio 2017 ebbe la sensazione di svegliarsi.” Una frase d’apertura che si comporta come una “carta moschicida” per il lettore appassionato, una trappola letteraria a cui è impossibile sfuggire.
Durante la serata, presente l’assessore all’istruzione Liguori, Fois ha raccontato la genesi del suo romanzo, pensato come un “romanzo ottocentesco”, che prende ispirazione da una recente scoperta scientifica: uno studio guidato dal professor Jonas Frisén del Karolinska Institutet di Stoccolma, pubblicato su Science, secondo cui il cervello, negli istanti che precedono la morte, potrebbe sperimentare un picco di attività. Da qui prende avvio il racconto: un viaggio nella memoria, nella storia familiare e nella coscienza.
Ambientato in Emilia e non in Sardegna, il romanzo ha radici profonde nel Novecento italiano. È lo stesso autore a spiegarne il motivo: “Il protagonista incarna il Novecento, e quella particolare epoca ha un respiro diverso rispetto a quello vissuto in Sardegna. Lì, la seconda guerra mondiale, la Resistenza, hanno assunto colori e sapori diversi. Bisogna riflettere: la dittatura è gratis… la democrazia è costosa.”
Il libro tocca con forza temi complessi: la Shoah, l’Olocausto, i traumi della storia, ma soprattutto la potenza delle parole. Parole che diventano fardelli, simboli, fondamenti delle nostre esistenze. Fois insiste sul valore del linguaggio. Ogni parola ha un peso specifico. Le parole sono importanti, sono lo scheletro che regge le nostre vite.
A conclusione dell’incontro, Fois si è congedato con un invito potente e politico: “Bisogna essere ‘lettori forti’. E per essere forti bisogna leggere. Il lemma ‘lettore’ e quello di ‘elettore’ si differenziano per una sola ‘e’: un lettore forte potrà essere un elettore più attento.”
Una serata intensa, capace di coniugare letteratura, memoria e impegno civile, confermando ancora una volta la voce autorevole e appassionata di Marcello Fois nel panorama culturale italiano.
































