Ha destato grande attenzione della stampa britannica la morte di Dean Kronsbein, armatore del Magnum che due giorni fa ha perso la vita in un incidente in mare nelle isole Li Nibani a Porto Cervo.
Dean Kronsbein era inglese, di origini tedesche, e aveva 61 anni. Come riporta il > Daily Mail, era un milionario proprietario della “Ultrafilter medical”, azienda di distribuzione di dispositivi di protezione individuale che aveva venduto milioni di mascherine durante il lockdown.
La sera del 31 luglio, Kronsbein si trovava sul suo Magnum “Amore”, insieme alla moglie Sabine di 59 anni e alla figlia Sophia di 27. Lo skipper alla guida dell’imbarcazione, ha raccontato di aver evitato una barca vicina e nella manovra è andato a schiantarsi contro gli scogli in un impatto talmente violento da far perdere al Magnum l’intera prua. Come si sa l’impatto è costato la vita all’industriale londinese Dean Kronsbein.
Inutili i tentativi di rianimarlo da parte di alcuni passeggeri di un’imbarcazione battente bandiera maltese che hanno recuperato il corpo dell’uomo in mare.
La moglie e la figlia di Kronsbein, in gravi condizioni, sono state immediatamente portate all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. La figlia, che si occupa del marketing nell’azienda fondata dal padre, è stata trasferita a Sassari.
La famiglia veniva ogni estate in Sardegna e Dean aveva recentemente dichiarato al Financial Times di aver voluto comprare una villa a Porto Cervo dopo aver soggiornato in affitto per anni in Costa Smeralda. Tra i possedimenti dei Korsbein anche la Cubberley House, una meravigliosa casa di campagna vicino Ross on Wye, nella contea dell’Herefordshire, in Inghilterra.
In mattinata, attraverso un comunicato reso pubblico dall’addetto alle relazioni pubbliche dell’industriale britannico, la famiglia conferma che “Dean Kronsbein è rimasto ucciso in un incedente di barca. È un tremendo shock per tutti noi. La sua figura mancherà profondamente a chi ha avuto il privilegio di conoscerlo. Chiediamo gentilmente che alla famiglia sia concesso tempo e spazio per metabolizzare una così grave perdita”.
































