“Per noi il Piano Technital merita un 10 perchè contiene soluzioni opposte al Piano Mancini”. Parole di Andrea Demuru dello Studio D’Equipe che promuove la visione delle opere di mitigazione del rischio proposta dall’ing. Venturini lo scorso 12 febbraio durante un’apposita riunione del Consiglio comunale. Tuttavia, nel corso della conferenza stampa organizzata questa mattina, lo stesso geometra Demuru e l’ing. Corrao, carte alla mano, hanno evidenziato i punti deboli del nuovo piano per la difesa idrogeologica della città.
Quando l’ing. Venturini ha presentato il Piano Techintal, approvato dopo pochi minuti dal consiglio Comunale, nessuno ha avuto il tempo di esaminarlo nel dettaglio. Neanche gli stessi consiglieri della maggioranza che hanno dato l’Ok. “Noi – dice il geometra – abbiamo preso le carte e le abbiamo esaminate minuziosamente”
“Fin dal principio abbiamo combattuto il Piano Mancini per via delle presenza delle vasche di laminazione – ha detto Demuru -. Allo stesso modo siamo contrari anche a quella prevista dalla Technital. In primo luogo per le dimensioni: circa 15 ettari. E poi perchè il piano prevede una murata di contenimento alta cinque metri e lunga 500 metri.”
Secondo lo Studio d’Equipe non è l’unico “difetto” del progetto Venturini. “Per vincere le pendenze di alcuni corsi d’acqua, il Piano Technital prevede una decina di connessioni con il canale scolmatore principale. Alcuni sotterranei, altri a cielo aperto. Molti di questi ricadono dentro l’abitato e perciò saranno necessari lavori invasivi in terreni da espropriare”.
I due tecnici non hanno nascosto le proprie perplessità al punto che “così come stanno le cose, anche il Piano Techinital corre il forte rischio di non superare gli esami degli enti regionali.” E poi ci sono i costi. 150 milioni di euro per il progetto approvato, 200 per il progetto ottimale senza vasca di laminazione mentre “il nostro progetto – dichiara Demuru – costa nettamente meno: circa 100 milioni”.
E allora? Secondo lo Studio d’Equipe la soluzione migliore continua a essere quella di un unico canale scolmatore, senza alcuna vasca di laminazione. “Oltretutto il canale progettato da noi è più a valle rispetto a quello della Technital e questo ci permette di raccogliere molta più acqua che ovviamente andiamo a togliere dalla città. In totale noi risparmiano circa il 33% di acqua che entrerebbe in città”.
Meno acqua nei canali interni significa, giusto per fare un esempio, che in via Galvani mentre il Piano Mancini prevedeva un muro di 2 metri agli argini del San Nicola e il Piano Technital un muro di 1 metro, “noi invece non faremo alcun muro. Anzi trasformeremo i corsi d’acqua in risorsa per attività naturalistiche di avifauna”.
Demuru e Corrao hanno ribadito che il loro progetto è un contributo per il miglioramento del Piano Technital e che, appena sarà possibile, così come è avvenuto per il Piano Mancini, il lavoro dello Studio d’Equipe sarà inserito dentro la fase delle osservazioni.
































