“Mi chiamo Nikolas Mancini e desidero raccontare il mio percorso di transizione, iniziato nel 2019. È un cammino che ha intrecciato coraggio, paura, speranza e un’infinita voglia di respirare finalmente in un corpo che sentissi mio. La mia prima puntura di testosterone nel 2021 è stata un atto di fiducia verso me stesso, la prova che stavo cominciando a prendermi per mano. Nel 2023 ho affrontato la mastectomia a Barcellona. È stato un momento difficile, intenso ma liberatorio. Era come togliere un peso che avevo portato con me troppo a lungo.
Quando poi, nell’aprile del 2025, sono riuscito a cambiare i miei documenti, ho provato per la prima volta la sensazione di essere riconosciuto non solo da me stesso ma anche dal mondo che mi circonda. E poi è arrivato il 12 novembre 2025, il giorno della mia isterectomia a San Gavino Monreale, all’ospedale Nostra Signora di Bonaria. Non dimenticherò come mi sono sentito lì. Mi sono sentito visto. Mi sono sentito ascoltato. Mi sono sentito rispettato senza dovermi giustificare.
Dalle prime visite ai colloqui preoperatori fino al risveglio in reparto ho percepito una delicatezza che raramente avevo incontrato. Nessuno mi ha fatto domande invadenti, nessuno ha storto il naso, nessuno mi ha guardato con pietà o curiosità. Mi hanno trattato semplicemente come una persona che meritava cura, dignità e attenzione. Quando sei una persona trans, abituata a doversi spiegare, giustificare, difendere… un ambiente così cambia tutto. A San Gavino ho sentito una strana e bellissima leggerezza, quella di potermi affidare senza paura. Di non essere un’eccezione. Di non essere un corpo “da capire”. Solo un paziente. Solo Nikolas. E questo, per me, ha avuto il peso di un abbraccio.
L’intervento stesso non è stato solo una procedura medica: è stato un momento di profonda liberazione. Una chiusura, una rinascita, un modo per riallineare ciò che per anni era rimasto spezzato. Oggi racconto questa storia con gratitudine. Per chi sta iniziando. Per chi ha paura. Per chi pensa di non farcela. Per dire che un percorso come questo è fatto di tappe sì, ma soprattutto è fatto di emozioni, di cadute, di conquiste e di quel momento in cui, finalmente, ti guardi allo specchio e riconosci te stesso”.
Nikolas Mancini
































