OLBIA. Il Consorzio dei Molluschicoltori ha ribadito la sua netta contrarietà al progetto Enerclima 2050 nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sala riunioni della Corridoni, in via Mozambico.
Gli impianti di trasformazione del metano liquido in gas e in energia elettrica che nel progetto sono ipotizzati alla base della grande rotatoria del Cipnes, secondo quanto si legge nelle osservazione protocollate dal consorzio olbiese, sarebbero incoerenti dal punto di vista ambientale, paesaggistico e anche per quanto riguarda la sicurezza.
Una bocciatura senza riserve da parte di Raffaele Bigi, presidente dei Molluschicoltori, che ha evidenziato i punti salienti riportati nelle osservazioni al progetto e di come Enerclima non possa coesistere “nel golfo di Olbia che ha un’imboccatura di soli 150 metri. Anche per questo motivo, in un’area dove insistono 156 ettari occupati dalla mitilicoltura non possono circolare metaniere, le quali, nel corso delle operazione di scarico, bloccherebbero l’attività del porto industriale”.
Bigi in sintesi ha anche parlato di elementi autoreferenziali contenuti nel progetto Enerclima 2050: “Ci sono affermazioni del tutto arbitrarie non suffragate da dati scientifici. E anche dal punto di vista dell’impatto ambientale Enerclima ha allegato alla sua richiesta di VIA immagini di impatto ambientale fuorvianti che sono ben differenti nella realtà”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Corridoni, Piero Diana che ha manifestato dubbi, vista la specializzazione dei lavoratori portuali, “sull’operatività del porto industriale, troppo piccolo perché si possa gestire contemporaneamente l’attività ordinaria e quella straordinaria dello scarico del metano liquido”.
Vincenzo Tiana di Legambiente ha focalizzato gli aspetti della sicurezza riferiti alla presenza del metano liquido che “a Cocciani metterebbe a rischio non sono il porto ma anche la presenza stessa delle altre navi. In ogni caso del progetto Enerclima non ne parla Snam e neanche Terna che sono le aziende interfacciate con la Regione per la transizione energetica”.
Anche Benedetto Sechi presidente del Flag Nord Sardegna ha definito il progetto Enerclima fuori posto. “In Sardegna nel tempo siamo stati vittime di un’industrializzazione forzata. Oggi, però, siamo siamo più attenti verso i temi energetici e ambientali. Noi siamo concentrati sull’incremento del settore agroalimentare e sosteniamo anche l’acquacoltura. Ebbene, questo progetto è incompatibile con la natura del golfo di Olbia e condividiamo in pieno le osservazioni registrate dai molluschicoltori. Di certo non si può affidare lo sviluppo energetico ad aziende private”.
Alla conferenza hanno partecipato anche i legali Antonio Fois e Sara Luciano che hanno redatto il documento tecnico delle protocollato come osservazioni al progetto Enerclima 2050.
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