La venticinquesima giornata della Serie C girone B ci presenta una partita di cartello importantissima per la bassa classifica; sul manto erboso dello stadio Del Conero di Ancona si scontrano la squadra di casa e l’Olbia di mister Gaburro chiamato per risollevare le sorti della compagine bianca.
I galluresi, dopo aver conquistato una vittoria contro l’Arezzo e subito una sconfitta contro la Carrarese, si trovano immersi in una metamorfosi del loro gioco, voluta proprio dall’allenatore per cercare di risalire la china verso la salvezza. L’impresa, di non facile realizzazione, vede tutti impegnati nella ricerca di soluzioni, da una parte i calciatori e lo staff tecnico, dall’altra la società che continua la ricerca di un centrale difensivo nel mercato degli svincolati per assicurare alla difesa un elemento di esperienza.
Intanto la squadra ieri pomeriggio ha giocato un’amichevole contro il Budoni, compagine allenata da Mario Petrone che milita in serie D ed occupa attualmente la penultima posizione. Il risultato finale è stato 5 a 0 per i bianchi con reti di Nanni, Ragatzu, Scapin, Bianchimano e Mameli, il successo non rappresenta – almeno in questa fase – l’obiettivo dell’allenatore che preferisce un cambiamento strutturale finalizzato a durare nel tempo, piuttosto che una manovra strumentale volta all’immediata vittoria.
mister Gaburro com’è andata l’amichevole di ieri?
“Direi bene, nel senso che noi abbiamo bisogno di giocare, l’allenamento congiunto l’ho voluto a tutti i costi perché la squadra ha bisogno di giocare, permane la necessità di liberarci dalla negatività e di vedere la palla andare in avanti, possibilmente verso la rete avversaria. La nostra, squadra secondo il mio punto di vista, è al 30/35 per centro del suo potenziale; quindi, giocare è la soluzione migliore per velocizzare il nostro modulo in maniera più libera rispetto a quanto fatto nelle ultime due partite. Appena sarà possibile cercheremo di ripetere l’esercizio dell’allenamento congiunto con un ‘altra squadra”.
Ancora una volta sarà importante il risultato?
“Noi non dobbiamo andare in campo con l’assillo del risultato, per vincere dobbiamo migliorare nell’evoluzione del nostro modo di stare in campo, se pensiamo solo a vincere non vinceremo mai. Il nostro obiettivo deve essere quello di fare meglio alcune cose, vogliamo lavorare sulla velocità, sul mantenere alto il livello di attenzione e cercare di attaccare con maggiore convinzione; non possiamo pensare di andare ad attaccare in due o in tre, la nostra è una squadra che deve accompagnare l’azione d’attacco e difendere con ordine”.
Cosa si aspetta dalla partita di Ancona?
“Mi aspetto un ulteriore miglioramento anche se sono consapevole che non saremo aggressivi come piace a me, per questo ci vorrà ancora del tempo, ma sicuramente saremo più combattivi di quanto visto finora. Altro aspetto importante sarà misurare la nostra capacità di rialzarsi dalle situazioni in cui difendiamo bassi per limitare gli attacchi avversari. Non dobbiamo difendere eccessivamente bassi come fatto nelle partite contro Carrarese e Arezzo, la linea difensiva deve alzarsi da quel genere di situazione. A Carrara – per esempio – negli ultimi cinque minuti del primo tempo abbiamo sofferto la percussione della squadra di casa e ci siamo arroccati difendendo eccessivamente bassi. È proprio li che la squadra deve cercare di rialzarsi anche calciando la palla a ottanta metri di distanza. Lo so, in quel caso non si costruisce l’azione ma riporti l’avversario a distanza dalla tua porta”.
La squadra gioca guardando al risultato perché ha bisogno di punti?
“In questo momento, è impossibile prevedere se riusciremo a guadagnare i punti necessari per uscire direttamente dalla zona critica della classifica o se dovremo mirare a entrare nei play-out in forma ottimale. Non abbiamo di fronte a noi un breve periodo di tre o quattro partite per essere costretti a puntare solo ed esclusivamente al risultato. Pertanto, l’obiettivo primario è sviluppare un approccio strategico che ci consenta di gestire il campionato con efficacia. In questo contesto, paradossalmente, i vantaggi derivanti da una vittoria ad Ancora sembrano superare nettamente i potenziali rischi di una sconfitta”.
Il pensiero di Gaburro trova spazio in alcuni tratti della filosofia di Nitzsche nei concetti dell’amor fati (amore del destino) che implica accettare e abbracciare le sfide e le conseguenze delle proprie azioni, o la volontà di potenza ossia la forza che guida l’individuo a realizzare il proprio potenziale più elevato.
“La nostra strada – prosegue il mister veronese – passa attraverso la volontà di “pulire” bene la fase offensiva, non possiamo pensare di attaccare con azioni con livello di difficoltà dieci, al contrario dobbiamo provare ad abbassare il livello di difficoltà ma creare più azioni possibili. La nostra è una squadra che cerca sempre giocate complesse ma le manca la capacità di lettura delle combinazioni semplici che consentirebbero al nostro gioco di distendersi”.
Mister ritorniamo alla partita di domenica situazione dell’infermeria e formazione?
“Nell’infermeria abbiamo Boganini lungodegente, Zanchetta fermo per problemi muscolari, e Gennari, ma entrambe dovrebbero unirsi al gruppo lunedì. Mentre, negli undici titolari, vedremo almeno due dei nuovi arrivi dal mercato di riparazione”.
Che Ancona si aspetta?
“La posta in palio è alta per tutte due le compagini, anzi forse è più alta per loro, poi sicuramente troveremo una situazione diversa rispetto a quanto abbiamo trovato a Carrara. Sappiamo che è una squadra che cercherà di fare una partita molto spinta di gamba e di baricentro, resta il fatto che l’Ancona ha un attacco molto forte ma noi siamo pronti a tutto, più loro spingono e più noi siamo pronti alla ripartenza”.
La partita si giocherà domenica pomeriggio alle ore 14,00 quando sia Ancona che Olbia conosceranno i risultati degli altri nove incontri della venticinquesima giornata.
































