Secondo il sindacato regionale Anpav “l’inserimento nella legge di bilancio della Sardegna di una posta economica finalizzata allo studio di fattibilità per la realizzazione di una compagnia di trasporto aereo partecipata dalla Regione Sardegna è un primo passo nella giusta direzione, posto che la nostra regione sconta un ritardo enorme nelle politiche dei collegamenti aerei, che la relega ai margini di qualsiasi mercato, sia esso turistico che industriale.
Oltre a ciò i cittadini della Sardegna sono spesso impossibilitati a raggiungere le località della penisola, schiavi delle logiche imprenditoriali aggressive e imprevedibili, volte esclusivamente al massimo profitto, delle varie compagnie aeree, siano esse tradizionali che low cost, che spadroneggiano nel ricchissimo mercato sardo.
Il progetto di una start up a capitale anche pubblico, perseguirebbe il duplice obiettivo di dotare l’Isola di una compagnia aerea che potrebbe finalmente offrire ai sardi un servizio analogo a quello erogato da Air Corsica ai cittadini e agli imprenditori della vicina isola gemella, oltre che di offrire una chance ai lavoratori licenziati da Air Italy, evitandone la dispersione delle competenze.
Tale progetto, a lungo annunciato, qualora realizzato sarebbe coerente anche con l’emendamento al decreto “mille proroghe” votato ieri al Senato che prevede la costituzione di un bacino dentro il quale far confluire i lavoratori di Air Italy custodi della tradizione dell’aviazione civile italiana e licenziati durante la crisi pandemica, i quali potrebbero mettere a disposizione le proprie pluridecennali competenze.
Non si comprende pertanto – sostiene Anpav a firma Marco Bardini – la levata di scudi di alcuni esponenti delle forze di opposizione che, remando contro un simile progetto, ostacolerebbero l’unica possibilità che la nostra regione potrebbe avere per dotare nuovamente l’Isola di un’azienda che raccolga la sessantennale tradizione aeronautica di Alisarda, Meridiana e Air Italy, unendo l’esigenza di dotare il popolo sardo di una preziosa infrastruttura di trasporto aereo a quella occupazionale con livelli professionali di altissimo livello.
Il ricchissimo mercato del trasporto aereo della Sardegna, peraltro dato in forte crescita nei prossimi anni e oggi totalmente occupato da vettori stranieri, rappresenterebbe un’eccellente occasione imprenditoriale a cui la Regione potrebbe dare l’avvio per poi passare la mano, mantenendone una quota, in modo che l’Isola non sia più succube delle varie compagnie aeree d’oltre tirreno e oltralpe”.
































