OLBIA. La Geasar introduce l’utilizzo di droni per controllare nel dettaglio e con estrema precisione lo stato di salute delle infrastrutture dello scalo. La sperimentazione che riguarda l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda è la prima in assoluto in Europa e presto verrà replicata, grazie all’impegno diretto di Enav e della aziende tecnologiche controllate, in almeno una ventina di aeroporti del nostro Paese.
L’impiego di droni, dotati di telecamere ad alta definizione e termiche per la visione notturna, permetterà agli addetti al controllo e alla manutenzione di essere aggiornati costantemente, per esempio, sullo stato della pavimentazione delle piste, delle luci, delle segnalazioni e persino se nei percorsi destinati al decollo e all’atterraggio dei velivoli sono presenti F.O.D. (Foreign Object Damage) che possono essere risucchiati dai motori o danneggiare ruote e carrelli.
“Grazie a questo progetto – sottolinea l’AD di Geasar Silvio Pippobello – avremo la possibilità di compiere significativi passi avanti nel nostro percorso di sostenibilità ambientale. Ridurremo le emissioni di CO2 grazie al minor utilizzo di mezzi a motore termico attualmente impiegati per queste operazioni e forniremo il nostro contributo all’innovazione tecnologica del settore”.
“Si tratta di una sperimentazione che proietta l’utilizzo dei droni anche in altre applicazioni – dice Maria Caterina Brigaglia operation manager di Geasar – come per esempio il trasferimento di organi per il trapianto dall’aeroporto agli ospedali e viceversa. L’introduzione dei droni in aeroporto aprirà nuovi scenari man mano che la loro operatività sarà collaudata”.
Tra le attività si sta già pensando al loro utilizzo per “combattere il rischio di impatto degli aerei con gli uccelli, il cosiddetto bird strike – aggiunge Carlo Lanciotti di Enav – attivando il sonoro dei droni per tenere lontani i volatili dalle piste”.
“Anche se non avverrà in questo prima fase di sperimentazione non è escluso che i droni si possano utilizzare anche in contemporanea con i decolli o gli arrivi degli aerei” ha detto il pilota UAS Alessandro Onorati di Techno Sky.
Altro elemento importante che si aggiunge all’utilizzo di quadricotteri radiocomandati riguarda “l’intelligenza artificiale combinata con l’utilizzo dei droni al fine di implementare strategie di manutenzione preventiva delle infrastrutture di volo – conclude Pippobello -. Auspichiamo che Olbia possa rappresentare uno scalo all’avanguardia nel panorama nazionale, capace di contribuire a rafforzare il settore per affrontare le sfide del futuro con soluzioni innovative”.
































