Golfo Aranci 19 agosto 2025 – La Guardia Costiera rafforza le misure di controllo nell’area di Figarolo, dove vive una colonia di tursiopi che richiama turisti e operatori del settore nautico. L’obiettivo è duplice: proteggere i cetacei e garantire la sicurezza della navigazione.
Il direttore marittimo del Nord Sardegna, Gianluca D’Agostino, ha spiegato che “per interagire con i cetacei, turisti ed operatori commerciali compiono talvolta manovre rischiose non solo per il benessere degli animali ma, ancor più, per la sicurezza della navigazione e della balneazione”. Proprio per questo motivo “oltre alla condivisione con gli operatori del settore di specifiche linee guida da seguire per un’interazione corretta con questi mammiferi marini, l’Ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci ha avviato un confronto con la Società che gestisce l’allevamento ittico, finalizzato ad ampliare l’area circoscritta dai cavi galleggianti che delimitano le gabbie presso le quali si verificano con maggiore frequenza gli avvistamenti”.
Il comandante della Guardia Costiera di Golfo Aranci, Alessandro Venanzi, ha ricordato che “la zona interdetta alla navigazione si estende ben oltre i cavi galleggianti posti a protezione delle gabbie”. Venanzi ha inoltre precisato che “ai sensi dell’ordinanza nr. 58/2014 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci, l’interdizione ha inizio a 50 metri di distanza dai vertici dei segnalamenti marittimi che delimitano l’impianto: il superamento di tali limiti da parte di chi non è autorizzato comporta l’applicazione di sanzioni”.
Negli ultimi giorni l’attenzione si è concentrata su un delfino con uno spezzone di cima impigliato nella coda. L’animale, come spiegano dalla Guardia Costiera, “risulta essere in buona salute, poiché capace di nutrirsi e muoversi liberamente”. A chi dovesse avvistarlo viene raccomandato “di astenersi da qualsiasi tentativo autonomo di liberazione, limitandosi a contattare la Sala Operativa della Guardia Costiera di Olbia o di Golfo Aranci”.
La nota precisa che “un intervento da parte di persone non qualificate (diverse da veterinari, biologi o sommozzatori specializzati) potrebbe infatti comportare rischi per chi esegue l’operazione e causare all’animale uno stress ben superiore a quello arrecato dallo spezzone di cima, i cui effetti potrebbero comunque risultare fatali”.
La Guardia Costiera richiama infine le raccomandazioni della onlus Thetys per garantire comportamenti corretti e sicuri durante l’avvistamento dei cetacei.
































