Pesante sconfitta per l’Olbia, che alla prima uscita ufficiale della stagione incassa cinque reti sul campo del Pomezia e torna a casa con la consapevolezza che ci sarà molto lavoro da fare per raggiungere un livello di accettabilità.
La gara degli uomini di Favarin si mette subito in salita: dopo appena cinque minuti i padroni di casa passano in vantaggio con Mokulu, a segno su calcio di rigore concesso per un fallo in area di Lucarelli. A tre minuti dall’intervallo arriva il raddoppio dei laziali, favorito da un autogol di Islam. Le squadre vanno così al riposo con l’Olbia sotto di due reti.
Nella ripresa il Pomezia dilaga: al 50’ Peluso firma il tris, sette minuti più tardi Della Pietra – appena entrato – cala il poker, mentre Okojie chiude definitivamente i conti siglando il quinto gol.
C’è poco da aggiungere: l’Olbia paga a caro prezzo una preparazione iniziata con oltre un mese di ritardo e, come già accaduto lo scorso anno, viene eliminata dalla Coppa Italia sin dal primo turno. Una sconfitta pesante che deve far riflettere, ma che non va trasformata in un dramma. Solo poche settimane fa, infatti, dopo la fuga della dirigenza svizzera, il futuro dell’ultracentenaria società bianca sembrava segnato e si prospettava addirittura una ripartenza dai campionati dilettantistici più bassi.
È naturale che una batosta così netta alimenti polemiche e critiche, ma chi conosce il calcio sa che il “cantiere aperto” evocato da Favarin non è un’utopia. La squadra va completata soprattutto in attacco e successivamente sfoltita, così da permettere al tecnico toscano di forgiare al più presto un gruppo competitivo capace di raggiungere l’obiettivo salvezza. È bene ricordare, inoltre, che dieci degli undici titolari scesi in campo oggi erano gli stessi protagonisti della salvezza conquistata lo scorso anno. Per questo è difficile pensare che abbiano improvvisamente subito un’involuzione. Sicuramente, in questa fase, i carichi di lavoro pesano sulle gambe, e così come accaduto nella passata stagione – eliminazione dalla Coppa Italia e un solo punto raccolto dopo quattro gare di campionato – servirà attendere che i giocatori trovino la giusta condizione.
Al termine del match, Gian Carlo Favarin ha commentato così la prestazione dei suoi:
«Siamo parecchio indietro nella preparazione, e la differenza tra le due squadre oggi lo ha dimostrato in modo evidente. Abbiamo difficoltà a fare tante cose che più avanti diventeranno normali. Ci vuole pazienza e ancora un po’ di tempo per rimettere in piedi una squadra che ritrovi forza e intensità. Mi aspetto ovviamente anche dei nuovi arrivi».
La pesante sconfitta di Pomezia suona come un campanello d’allarme, ma al tempo stesso come uno stimolo per accelerare il lavoro e ritrovare compattezza. Con i giusti innesti e una condizione fisica più brillante, i bianchi hanno le carte in regola per rialzarsi e affrontare con maggiore convinzione le sfide che li attendono.
UNIPOMEZIA Gariti, Suffer, Numes, Peluso (19’st Signorile), Pettorossi (28’st Eulisi), Esposito (11’st Okojie), Amadio, De Santis, Bordi, Binaco (19’st Morelli), Mokulu (5’st Della Pietra) PANCHINA Pierandrei, Gemini, Giandomenico, Attili. Allenatore Luca Rubino (Casciotti indisponibile)
OLBIA Ascioti, Lucarelli, Buschiazzo, Maspero (22’st Marroni), Petrone, Islam, Cabrera (13’st Garcia), Staffa, Marrazzo (13’st Cubeddu), Ragatzu, Biancu (34’st Putzu) PANCHINA Perrone, Anelli, Vacca Allenatore Gian Carlo Favarin
MARCATORI Mokulu 6° rig., autogol Islam 42°, Peluso 50°, Della Pietra 57°, Okojie 73°
ARBITRO Augello di Agrigento ASSISTENTI Caravella di Perugia e Marotta di Orvieto
Ammoniti Esposito, Binaco, Ragatzu
Calci d’angolo 6 a 5 per l’Olbia
































