OLBIA. Il bollettino inviato alla Capitaneria sembra un triste copia e incolla dello scorso 23 aprile: la nave MSC Orchestra non entrerà nel porto di Olbia per questioni di sicurezza. La causa è il vento che al momento del cambio di rotta verso Genova era di circa 12 nodi in rinforzo. Con quello di oggi sono tre gli approdi cancellati dai giganti del mare in soli 10 giorni: due volte la MSC Orchestra (23 aprile e 3 maggio) e una la Marella Explorer 2 (24 aprile). La mappa in copertina evidenzia la rotazione della nave e il conseguente cambio di rotta.
Come già evidenziato da Olbianova nei due servizi precedenti, la situazione sicurezza in porto è ormai un problema serio che ha già tolto alla città lo sbarco di oltre 6mila passeggeri con tutto l’indotto turistico che ne consegue: sbarchi, imbarchi, tour, escursioni e così via.
L’Unimare, agente marittimo di MSC Crociere, conferma che la nave, il cui approdo era previsto per questa mattina, ha tirato dritto per Genova a causa del vento. Occorre chiarire che la sicurezza dell’approdo non è un fattore oggettivo ma è il comandante che decide, in totale autonomia, se accostare oppure no. La sua valutazione è inappellabile. Se ritiene che il porto di Olbia, in presenza di vento e di un solo rimorchiatore a disposizione, non sia sicuro, gira al largo e cambia rotta. Come ha fatto anche questa mattina. Il rapporto tra le enormi dimensioni della nave, il vento e l’ausilio di un solo rimorchiatore, evidentemente non consente un approdo tranquillo.
Il vento, dunque, non è l’unica componente a determinare la sicurezza di un porto di prima classe come quello di Olbia. Sempre stamattina, infatti, la Star Flyer, la splendida goletta con quattro alberi lunga 111 metri, capace di ospitare 170 persone, è regolarmente approdata all’Isola Bianca. All’imbarcazione, molto più piccola e manovrabile rispetto alle navi da crociera come l’Orchestra (294 metri per 60 di altezza!), è sufficiente l’unico rimorchiatore attivo in città per ormeggiare in sicurezza nonostante il vento.
A questo punto è legittima una domanda: se anche questo unico rimorchiatore subisse un’avaria o qualsiasi altro problema tecnico cosa succederebbe? Si fermerebbe tutto il porto?
Occorre capire, dunque, se si può intervenire per sollevare gli standard di sicurezza dello scalo olbiese. Di certo è evidente che possiamo fare poco contro il vento ma, al tempo stesso, l’Isola Bianca, primo porto passeggeri d’Italia secondo Assotrasporti con oltre 3 milioni di transiti, non può essere lasciata esclusivamente in balìa del vento.
E allora sarebbe auspicabile che si aprisse un tavolo tecnico per discutere della situazione generale tra tutti gli operatori del porto compresi tra la Direzione Marittima e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna. In ballo c’è il rischio di perdere altri approdi se non si interviene rapidamente.

































