OLBIA. L’impianto di depurazione del Cipnes che si trova nel versante a mare della zona industriale non potrà ricevere rifiuti dall’esterno (escluso le connessioni dirette) per 45 giorni. Lo ha stabilito un dispositivo della Provincia di Sassari, zona omogenea di Olbia, nell’ambito delle indagini della Procura di Tempio Pausania. Oggi l’Arpas ha prelevato nuovi campioni alla presenza dei militari
L’inchiesta partita dai Carabinieri del NOE di Sassari, basata su indagini andate avanti per oltre un anno, ha acceso i riflettori su un’azione illegale ripetuta sistematicamente dagli indagati (due dirigenti e due tecnici) per “drogare” i campioni e farli risultare perfetti ai microscopi dell’Arpas.
Secondo l’accusa, alla vigilia di ogni controllo che, è il caso di sottolinearlo, avveniva due volte al mese secondo un calendario noto ai dipendenti del Consorzio di Cala Saccaia, gli addetti al depuratore mettevano in pratica una specie di bypass per evitare che i prelievi risultassero fuori norma. A quanto emerge dalle indagini, supportate anche da ore di videoregistrazioni, gli indagati applicavano il sistema di mistificazione con una precisione svizzera, sempre e solo poco prima dei controlli.
I tecnici dell’Arpas, in assoluta buona fede e sempre seguendo i protocolli, effettuavano i prelievi sempre dallo stesso punto di sbocco ignorando che i liquidi da sottoporre ad esame provenivano in realtà da un contenitore che non riceveva il prodotto del depuratore ma altro liquido caricato appositamente. Il sistema, in buona sostanza, non era neanche un filtro aggiuntivo ma una vera e propria mini diga che da un lato sbarrava la strada ai liquidi del depuratore e dall’altra, attraverso un foro collegato a una breve condotta, permetteva la fuoriuscita dell’acqua che gli stessi tecnici immettevano al suo interno.
Un sistema fraudolento, secondo la Procura, che ha evitato per almeno un decennio di fare emergere la vera realtà delle acque depurate e scaricate senza scrupoli nel golfo interno di Olbia. L’applicazione del bypass, sempre secondo gli investigatori, era una specie di routine che seguiva un preciso calendario e faceva parte dei compiti da eseguire da parte del personale come una qualsiasi altra mansione.
Altro elemento importantissimo sul quale il NOE ha acceso i riflettori è la grande disponibilità da parte del Cipnes al trattamento di un gran numero di tipologie di rifiuti che non ha eguali in Sardegna.
































