OLBIA: Durante la conferenza di fine anno, il sindaco Settimo Nizzi ha detto ai giornalisti di rivolgergli qualsiasi domanda come in un “question time”. Noi abbiamo chiesto cosa ne pensasse della continua espansione del Cipnes, che sembra non avere limiti di intervento.
Sindaco, il Cipnes è ormai diventato una specie di polipo i cui tentacoli si inseriscono in campi molto diversi tra loro. A oggi gestisce, oltre alla Zona Industriale, la discarica di Spiritu Santu, i depuratori, ha un ramo che si occupa di food & beverage come Insula, intende gestire il Geovillage con tanto di strutture alberghiere, la scuola internazionale, la PTE che dovrebbe ospitare l’istituto zooprofilattico, One Health e altro, ha una presenza forte nel polo universitario in cui è presidente il direttore Aldo Carta, possiede strutture commerciali a Porto Cervo e parecchio altro ancora. Non crede che, come ente pubblico, dovrebbe favorire gli imprenditori privati anziché prendere il loro posto, considerando che la città di Olbia è un polo in cui l’impresa privata è dominante e i suoi frutti sono tangibili, consentendo benessere e crescita costante?
NIZZI: “Assolutamente no. Il Comune partecipa con il 33% delle quote del Cipnes e secondo noi accompagna l’imprenditoria.”
Non crede che, al contrario, la sostituisca? È un dato di fatto che dove c’è troppo pubblico, non cresce il privato.
NIZZI: “Non è così. La PTE, per esempio, è stata sviluppata nel corso del mio mandato da sindaco. Inizialmente doveva occuparsi esclusivamente della nautica, ma poi abbiamo pensato che si potessero fare molte altre cose.”
Le ricordo che per lungo tempo il Cipnes aveva progettato di dedicarsi al settore agroalimentare, in cui opera Insula, che oggi ci sembra fortemente ridimensionata, pur avendo una direzione e diversi dipendenti.
NIZZI: “Oggi, grazie alla PTE, siamo nelle condizioni di avere servizi attesi da vent’anni che, per carenza di spazio, non potevamo avere. Uno per tutti l’Istituto zooprofilattico e settori della sanità, soprattutto l’One Health. Per quanto riguarda il Geovillage, per fortuna c’era il Cipnes, altrimenti quella struttura finiva spezzettata o abbandonata a se stessa.”
Beh, per il Cipnes è stato un grande affare, visto che l’ha pagato 10 milioni quando il valore era di 60 milioni di euro.
NIZZI: “Non è così. Oggi il Geovillage ha un futuro importante e lo ha rivitalizzato con i progetti legati alla scuola internazionale. Ci sono già richieste da parte di studenti per gli alloggi. Si ricordi che si tratta di un bene utile alla comunità. Insomma, il Cipnes fa un ottimo lavoro per tutti.”
































