Olbia 20 novembre 2025 – Cgil e Uil Gallura contestano con fermezza la delibera regionale n. 46/26 del 3 settembre 2025, che accentra nei poli di Cagliari e Sassari tutte le attività di lavorazione e qualificazione biologica del sangue. Il documento congiunto, firmato dal segretario generale provinciale Cgil Danilo Deiana e dal segretario provinciale Uil Vito Langiu, esprime “forte preoccupazione e contrarietà” per un provvedimento ritenuto penalizzante per i servizi sanitari locali.
Nel testo diffuso dai sindacati si sottolinea che la riforma ridurrebbe le strutture di Olbia, Tempio e La Maddalena alla sola raccolta del sangue, togliendo autonomie fondamentali ai presidi territoriali. “È una scelta che indebolisce la sanità pubblica in un territorio già sotto pressione” si legge nel documento, dove viene richiamata anche l’importante crescita demografica di Olbia e il peso della stagione turistica.
La centralizzazione, spiegano Cgil e Uil, rischia di provocare ritardi nella refertazione, maggiore vulnerabilità nelle emergenze e un sovraccarico sui trasporti sanitari. “La lavorazione del sangue richiede rapidità e prossimità. Allontanare queste attività significa allungare i tempi e aumentare i rischi”, evidenziano le sigle sindacali.
La criticità coinvolge anche il personale tecnico di laboratorio. Il documento parla di un “significativo ridimensionamento delle competenze presenti nei presidi galluresi”, con conseguenze sulla qualità del servizio. Durante l’incontro del 28 ottobre 2025 con i vertici aziendali, ricordano i sindacati, “non era stata prospettata una prossima applicazione della delibera”, elemento che alimenta ulteriore preoccupazione.
Cgil e Uil chiedono alla Regione Sardegna di rivedere immediatamente il provvedimento e fissano quattro richieste precise:
- Sospendere gli effetti della delibera 46/26.
- Avviare un confronto urgente con organizzazioni sindacali, operatori sanitari e associazioni dei donatori.
- Valutare soluzioni che garantiscano efficienza senza penalizzare i territori.
- Mantenere in Gallura un laboratorio analisi pienamente operativo, con tutte le attività del servizio immunotrasfusionale.
Nel documento viene richiamata la necessità di considerare “gli effetti reali per cittadini e lavoratori” e si contesta il ricorso ai piani nazionali come giustificazione del ridimensionamento. La Gallura, osservano i sindacati, vive da anni un progressivo indebolimento della sanità pubblica e non può sostenere ulteriori arretramenti. “Vigileremo e ci mobiliteremo per difendere il diritto alla salute”, concludono Deiana e Langiu.
































