ARZACHENA. Arzachena si prepara a ricevere i primi turisti, previsti in gran numero per le festività pasquali, che danno il via ad una stagione turistica che si preannuncia con numeri da record.
Il Comune gallurese, famoso in tutto il mondo per le sue rinomate località balneari, vanta anche un’offerta turistico-culturale di grande prestigio, caratterizzata dai monumenti del parco archeologico e dal museo civico Michele Ruzittu.
Nel 2024 le persone che hanno visitato i sette siti e il museo sono state 79.871, con un incremento di 1.891 (+2,43%) rispetto all’anno precedente. Il villaggio nuragico La Prisgiona, il nuraghe Albucciu, le tombe dei giganti di Coddhu Ecchju, Li Lolghi e Moru, il tempietto di Malchittu, la necropoli di Li Muri e il museo Civico Michele Ruzittu hanno registrato nel 2024 complessivamente 166.289 visite, con un aumento dell’1,2% rispetto al 2023.
Numeri molto importanti, che si scontrano tuttavia con le condizioni inadeguate e inaccettabili in cui versano alcune delle strade che conducono ai monumenti del parco archeologico.
La situazione più grave è senza dubbio sulla via di comunicazione che conduce alla tomba dei giganti Li Lolghi e alla necropoli di Li Muri. In prossimità dell’incrocio con la strada provinciale 14 Arzachena-Luogosanto, la strada comunale è costellata di buche e fossi che rendono il passaggio degli autoveicoli estremamente difficile e pericoloso.
La condizione del tracciato, che conduce anche ad abitazioni in zona rurale, attività agricole e strutture ricettive è pessima, e a questo si aggiunge la scarsa visibilità a causa del mancato sfalcio ai bordi della strada.
Numerose le criticità anche sulla strada comunale che consente l’accesso al villaggio nuragico de La Prisgiona. Il tratto che dal parcheggio dell’area archeologica si dirige verso la strada statale 427 Arzachena-Sant’Antonio di Gallura deve essere percorso con grande cautela, perché anche in questo caso il manto stradale versa in uno stato di degrado e scarsa sicurezza.
Il comune di Arzachena considera il parco archeologico come uno degli assets della propria offerta turistica. “La storia e le peculiarità della Sardegna diventano sempre più motivazione di viaggio – afferma il sindaco Roberto Ragnedda – e il nostro obiettivo è quello di puntare su un’offerta alternativa al prodotto sole-mare, affinché ci sia una migliore distribuzione dei flussi durante l’anno. Mettere in luce le risorse naturalistiche e culturali – prosegue il primo cittadino – contribuisce ad attrarre un diverso target più interessato alle attività outdoor e alla scoperta dei territori”.
“Sul parco archeologico abbiamo già installato la nuova cartellonistica con mappe e dettagli nei punti strategici lungo la strada provinciale e negli ingressi dei siti – spiega Anna Maria Zedda, direttrice della municipalizzata Ge.Se.Co. che gestisce il parco archeologico -. Interventi agli impianti di illuminazione, al verde, alle passerelle e staccionate in legno sono stati conclusi nelle scorse settimane”.
La speranza è che quanto prima l’amministrazione comunale intervenga per risolvere le problematiche relative all’accessibilità dei siti archeologici, che rischiano di compromettere negativamente l’esperienza di turisti e visitatori.
































