ARZACHENA. Un consiglio comunale dai toni accesi e di lunga durata come non se ne vedevano da tempo. La massima assise comunale di ieri ha certificato la rottura nella maggioranza con i consiglieri Rino Cudoni, Fabio Fresi e Francesca Pileri, destinatari un mese fa di una lettera in cui si comunicava la presa di distanza da parte del sindaco e degli altri componenti della lista Arzachena Insieme, per l’atteggiamento critico e incompatibile con gli obiettivi portati avanti dalla maggioranza stessa.
Nel suo intervento il primo cittadino ha spiegato le motivazioni che hanno portato ad una scelta drastica, difficile ma inevitabile.
“Da parte dei tre consiglieri è emerso un atteggiamento critico strumentale fin dall’inizio di questo mandato – ha affermato Roberto Ragnedda – evidenziato dal rifiuto delle deleghe proposte e continuato con un modo di fare che ha portato il gioco di squadra ai minimi storici. Una strategia molto chiara, forse Arzachena aveva bisogno di un’opposizione e ora l’opposizione si è palesata. La politica è fatta di dialogo – prosegue il primo cittadino – ma serve anche lealtà e il coraggio di dirsi le cose in faccia. Il consigliere Fresi nel 2017 si presentò auspicando la pace sociale, ma evidentemente questa pace sociale viene richiesta solo agli altri”.
Il sindaco ha poi ribattuto alle critiche emerse su diversi temi, dai problemi della gestione del servizio idrico da parte di Abbanoa alle carenze in ambito sanitario, spiegando nel dettaglio le azioni portate avanti dal comune smeraldino per risolvere alcuni disservizi che colpiscono la comunità e vengono amplificati durante la stagione turistica.
Non è mancata poi una stoccata al Partito Democratico, che qualche giorno fa ha pubblicato un comunicato molto critico sull’operato dell’amministrazione comunale. “Non sapevo esistesse la sede del pd – ha dichiarato con tono sarcastico il primo cittadino – gli auguro di riprendere il suo lavoro e magari di riuscire a costituire una lista alle prossime elezioni comunali”.
Roberto Ragnedda ha poi annunciato che a breve verrà portato avanti un progetto per riabbracciare la comunità, con riunioni e incontri per illustrare i lavori portati avanti dall’amministrazione.
Dure ovviamente le repliche dei tre consiglieri espulsi. “Il sindaco interpreta le critiche come attacchi personali ma non è così – ha detto Fabio Fresi -. E’ normale avere opinioni diverse. Il primo cittadino parla di patentini di moralità, ma nessuno può arrogarsi il diritto di distribuirli”.
Delusa e dispiaciuta della revoca della delega agli affari generali e personale la consigliera Francesca Pileri, basita dalla lettera recapitata per l’espulsione dalla maggioranza. Pileri si è rivolta al consiglio chiedendo di esplicitare quali sarebbero state le azioni in contrasto con il mandato dell’amministrazione e le motivazioni per cui non sono mai state istituite le commissioni consiliari.
Va dritto al punto nel suo intervento Rino Cudoni, il quale dichiara con fermezza che “la maggioranza oggi ha perso 1000 voti, voti necessari per l’elezione di tutti noi e per raggiungere il quorum. Mi aspettavo che il sindaco precisasse questo punto ma non lo ha fatto” ha proseguito Cudoni che ha precisato come il suo rifiuto della delega all’archeologia a inizio mandato sia stato un riconoscimento a chi già si occupava di quel settore (Valentina Geromino) con competenza e serietà.
L’opposizione si è manifestata anche nel voto contrario a quattro punti su cinque dell’ordine del giorno. Per parafrasare uno dei successi cinematografici di Carlo Verdone, anche in politica “l’amore è eterno finché dura”.
































