ARZACHENA. Cosa hanno in comune la Cappella Sistina e Muhammad Ali, Ernest Hemingway e Yuri Chechi, il pittore William Turner e il calcio totale dell’Olanda degli anni ’70, il pugilatore in riposo di Lisippo e la maratoneta svizzera Gabriela Andersen-Schiess?
Sono esempi di capolavori che Mauro Berruto, ex allenatore della nazionale italiana di pallavolo, scrittore e giornalista, ha messo a confronto per mostrare le molteplici eccellenze dell’ingegno umano.
Lo spettacolo “Capolavori. Ovvero dell’essere una squadra” portato in scena ieri sera da Berruto all’auditorium comunale di Arzachena ha coinvolto ed emozionato per oltre due ore il numeroso pubblico in platea.
Uno storytelling con un filo conduttore: le performance di eccellenza nei vari campi avvengono quando ci si innamora di un gesto con responsabilità nei momenti difficili. Un suggerimento a prendere in mano la propria vita, ad affrontare sacrifici e ostacoli per renderla unica e raggiungere i propri obiettivi.
Berruto ha parlato anche di intelligenza collettiva e del fatto che, per avere successo, le imprese non debbano essere necessariamente una famiglia ma piuttosto un’orchestra, con ruoli ben definiti focalizzati al risultato.
L’evento ha chiuso il ciclo di incontri “Business Academy, formazione in teatro”, organizzato da CNA Gallura e dall’associazione Deamater che gestisce l’auditorium comunale.
Al termine della serata abbiamo posto alcune domande a Mauro Berruto, dallo scorso settembre deputato del PD e membro della Segreteria nazionale del partito con delega allo sport.
Lei è correlatore della proposta di legge per inserire lo sport in Costituzione, con la modifica dell’articolo 33. Perché è un tema così importante?
La proposta di legge era stata presentata nella scorsa legislatura ma l’iter ha subito uno stop per le elezioni anticipate. L’inserimento dello sport in Costituzione non ha solo un valore simbolico ma vuole ribadirne l’importanza e il valore educativo e sociale, come esprime il comma che spero verrà aggiunto all’articolo 33.
Spesso però in Italia c’è un rapporto dicotomico fra sport e istruzione. Chi eccelle nell’attività fisica ad un certo punto si trova costretto ad abbandonare gli studi mentre chi va bene a scuola relega lo sport a semplice passione. Nel contesto anglosassone le eccellenze sportive e scolastiche vanno di pari passo e vengono promosse e finanziate dai governi. Perché in Italia non succede?
Purtroppo è vero e a questo proposito le dico che ho presentato un’altra proposta di legge per valorizzare ed implementare il ruolo dei centri sportivi universitari affinché, come succede nei college americani, chi eccelle nello sport possa beneficiare di borse di studio sportive ed accademiche.
Elly Schlein è la nuova segretaria del PD. È la persona giusta per guidare un partito che deve ritrovare una sua identità?
Elly Schlein rappresenta e interpreta al meglio le necessità di un partito che ora si trova all’opposizione e quindi deve fare opposizione per ritrovare il suo elettorato ed essere pronto a competere per la vittoria nei prossimi appuntamenti elettorali.
































