Olbia. Addio al vecchio ponte di ferro una volta per tutte. Un nuovo ponte “bello e iconico” prenderà il suo posto. Ne abbiamo visto un’elaborazione tridimensionale durante la presentazione del piano di mitigazione del rischio idraulico che si è svolta al museo archeologico. La nuova opera è stata illustrata per sommi capi da Gianni Mura, ingegnere di Metassociati azienda che partecipa al Piano Technital come mandante per la progettazione degli attraversamenti di via Roma e di via D’Annunzio.
L’OPERA. “Il nuovo ponte sarà una struttura che andrà a misurasi con la qualità del lungomare – ha spiegato Mura nel suo intervento -. Sarà illuminato in quanto strada ma aggiungo un aspetto: sarà un ponte che illumina quella zona configurandosi come un elemento attrattivo che può diventare tra le aree più interessanti della città”.
NUMERI. Il nuovo ponte a campata unica sarà realizzato in acciaio corten, lungo oltre 25 metri, altezza degli archi in acciaio “di colore vivace” di circa 5 metri mentre il piano stradale sarà più alto di 70 cm rispetto all’attuale. Come si vede nelle immagini, sarà composto da due canne separate, una per senso di marcia a due corsie, e connetterà l’attuale grande rotatoria con una nuova da allargare e adeguare rispetto a quella più piccola che sta tra l’ingresso allo stadio Nespoli e le palazzine popolari di via Tasso.
NESSUNA INTERRUZIONE. In attesa che si realizzi un progetto esecutivo con i dettagli strutturali definiti, Mura ne ha anticipato i punti essenziali. “Il nuovo ponte dovrà essere realizzato senza interrompere il traffico; ciò vuol dire che non si potrà sovrapporre ma dovrà essere costruito lateralmente. Questo permetterà la demolizione del vecchio una volta che il nuovo entrerà in funzione. Intorno ci sono infrastrutture che rendono particolarmente complicato questo nodo ma abbiamo risolto con alcuni spostamenti. Verranno realizzati nuovi percorsi pedonali compreso il tratto in allargamento del rio Seligheddu che si presenterà come una banchina al lato dello stadio mentre, verso la foce, si passerà sotto il ponte per connettersi con il resto delle vie pedonali”.
IL PIANO ANTI ALLUVIONE. Sul nuovo piano di mitigazione del rischio idraulico Gianni Mura si è espresso in apertura di intervento. “Questo progetto che oggi ha maturità, compiutezza tecnica e sapienza scientifica, può vedere la luce perché ha acquisito, in senso positivo, l’esperienza del precedente progetto (Piano Mancini, ndr) che è stato fatto in fretta, guardando all’emergenza, in una regione come la nostra, poco attrezzata dal punto di vista della cultura e della pianificazione idraulica. Un piano che aveva scelto la strada più semplice: far passare l’acqua dove passava prima”.
CON L’ACQUA DENTRO. “Aggiungo un elemento che non vuole aprire alcuna polemica e lo sottolineo in senso costruttivo: in qualunque città importante dell’Europa, se si fosse fatto un progetto analogo al precedente, dove i corsi d’acqua passano negli stessi punti in cui passavano prima, questo avrebbe determinato un grande progetto di ristrutturazione urbana”.
GIÙ TUTTO. In buona sostanza, secondo Mura, il prezzo da pagare sarebbe stato impossibile: togliere tessuto edilizio edificato come strade, case e infrastrutture per creare una condizione ambientale coerente con quella scelta. E giusto per fare un esempio dice che “il rio Seligheddu avrebbe dovuto camminare dentro un parco lineare che si poteva ottenere abbattendo edifici pubblici e privati che la città, ovviamente, non poteva consentire”.
LA NUOVA CITTÀ. “Ritengo che questo progetto inneschi una rivoluzione culturale dalla quale occorre partire: Olbia è una città d’acqua. Le città d’acqua sono le più belle del mondo. La parte più bella di Olbia è la parte che confina con l’acqua e l’intervento che è stato fatto sul lungomare ha il valore e la bellezza che ha, perché confina con l’acqua. Quindi il tema vero è riportare l’acqua positiva, non quella negativa, dentro la città e cogliere questa opportunità per ulteriori trasformazioni aggiuntive oltre a quelle previste nel progetto”.
NAVIGABILITÀ. “Il Seligheddu diventa navigabile, sotto il nuovo ponte di via Roma ci sono circa 3 metri e mezzo per cui possono passare navigli di dimensioni importanti. Si prevede una darsena vicino al ponte di via Tre Venezie e tutto intorno potranno nascere nuove attività economiche e attrattive. L’acqua come elemento di valore per la riqualificazione della città”.
I CONTI TORNANO. Dal punto di vista economico secondo l’ing. Gianni Mura di Metassociati la complessiva opera di mitigazione del rischio idrogeologico che verrà realizzata a difesa della città di Olbia non è un’opera particolarmente costosa. “I 250 milioni previsti non sono una cifra enorme per un intervento di questa complessità che non ha eguali in Sardegna dal dopoguerra a oggi. È il costo giusto. Oggi con 250 milioni di euro si farebbero 10 km della strada Sassari-Olbia”. Mura, che faceva parte del comitato scientifico per la realizzazione della Sassari – Olbia, aggiunge che “a suo tempo, in fase iniziale, la quattro corsie costava circa 15 milioni a km. Oggi il costo a km è tra i 25 e i 27 milioni di euro”.

































