OLBIA. Per il bimestre aprile/maggio si è visto raddoppiare il costo dell’energia elettrica rispetto allo scorso anno: da 2,000 euro a 4,400 euro, ma la botta più consistente è arrivata nella bolletta successiva, quella di luglio e agosto: 9.885 euro! “Cinque volte di più dello scorso anno. È un incubo. Non è neanche pensabile che un piccolo supermercato come il mio possa sopravvivere a questi costi”. Lo sfogo è di Paolo Pirastru, titolare con la moglie del Supermercato Meloni di via Piemonte. “Se la prossima bolletta dell’energia elettrica sarà simile a questa, e temo che sarà pure peggio, sarò costretto a chiudere”.
Il caro bollette non investe soltanto grandi aziende ma colpisce al cuore anche piccole realtà di quartiere che nel tempo si sono guadagnate la fiducia dei clienti puntando tutto sulla qualità dei prodotti. Conti alla mano, Paolo Pirastru taglia corto: “Come potrei pagare oltre 160 euro al giorno solo per la tenere accese lampade e un paio di frigoriferi? La cella non è neanche conteggiata. Quella è a parte e da sola mi costa altri 1.500 euro”.
E aggiunge: “Proprio non è possibile. Ma la cosa più triste è vedere clienti che non riescono più a comprare frutta e verdura il cui prezzo all’ingrosso è salito alle stelle. Dove si va a finire se, giusto per fare un esempio, zucchine e melanzane costano a noi tra i 3,50 e i 4 euro? A me sembra davvero di vivere in un incubo”, ripete.
Una volta alla settimana Paolo Pirastru va al mercato di Cagliari per assicurarsi i migliori prodotti da esporre nel suo negozio: “Non ci spaventa il lavoro. Prima si andava anche due o tre volte a settimana, viaggiando la notte e poi il giorno dietro il banco. Ora, con i costi del gasolio impossibili, ci andiamo una volta alla settimana e con l’angoscia di non subire guasti al camion perché poi ti ritrovi a pagare pezzi di ricambio e manutenzione cari come l’oro. È un vero disastro che riguarda tutto e tutti”.
Il supermercato Meloni sta in soli 240 metri quadri. Con grande fatica dei proprietari e grazie anche al lavoro di 4 dipendenti, combatte tutti i giorni per stare in piedi contro la spietata concorrenza della grande distribuzione. “Noi siamo un market di quartiere e puntiamo tutto sulla qualità dei prodotti e sul rapporto stretto e amichevole con i nostri clienti. Ma c’è un limite oltre al quale non possiamo andare. Di certo pagare 10mila euro di energia in due mesi non è alla nostra portata. E vi giuro che ho paura di aprire la busta della prossima bolletta. Se arriva un’altra botta del genere saremo obbligati a chiudere bottega dopo una vita intera di sacrifici”.

































