OLBIA. Sanità, infrastrutture insieme a trasporti e mobilità. Saranno questi i temi al centro delle giornate di mobilitazione annunciate questo pomeriggio, venerdì 9 settembre, da CGIL, CISL e UIL della Gallura durante una conferenza stampa tenutasi nell’ex palazzo della Provincia di via Nanni.
“Abbiamo analizzato le priorità di questo territorio – ha detto in apertura Mirko Idili, segretario generale provinciale Cisl Gallura – ed è emersa la situazione che sta attraversando questo territorio che ha grandi opportunità ma che, a oggi, ha avuto poca considerazione rispetto a una serie di problematiche, prima fra tutte quella della tutela della Salute”.
Idili ha sottolineato come sia necessario avere pari opportunità rispetto al resto dell’Isola. “Attraverso la mobilitazione vogliamo risvegliare dal torpore questa zona e riportare in piazza la gente per squarciare il velo di immobilismo e apatia. Con questo gesto, intendiamo chiedere l’istituzione degli stati generali della Sanità gallurese per portare le nostre proposte su un tavolo di confronto”.
La prima giornata di mobilitazione, sul tema della Sanità, è in programma nella mattinata di sabato 17 settembre. Il corteo a cui sono invitati a prendere parte cittadini, sindaci, rappresentanti delle Asl, comunità montane e associazioni di volontariato, partirà da piazza Nassirya. Il punto di arrivo è l’ospedale Giovanni Paolo II.
“Abbiamo deciso di iniziare dall’emergenza sanitaria perché la Sanità in Gallura è sempre stata gestita male – ha dichiarato Luisa Di Lorenzo, segretaria generale CGIL Gallura -. Non è giusto attribuire i problemi di questo settore al covid o al reddito di cittadinanza perché significherebbe mentire alle persone. I disservizi, infatti, esistevano già prima e i responsabili sono gli amministratori regionali. Dopo mille giorni di governo non hanno ancora trovato soluzione alla Sanità.
In Gallura abbiamo spazi gestiti male e personale che lavora allo stremo delle proprie energie. Spesso medici e infermieri non fanno i riposi e neanche le ferie”.
Durante la conferenza la segretaria generale CGIL Gallura, dati alla mano, ha evidenziato i numeri: “Il 17% dei galluresi è ultra 75enne e, come sappiamo, gli anziani hanno esigenze sanitarie superiori rispetto al resto della popolazione. Stesso discorso per i 5mila percettori di indennità di accompagnamento e per i malati oncologici. Ma il dato che preoccupa maggiormente è la mancanza di prevenzione per cui chiediamo l’avvio di screening gratuiti e che vengano aumentati i presidi territoriali di Sanità. Occorre puntare, inoltre, sulle case della salute”.
“L’ospedale di Olbia è sottodimensionato, quelli di Tempio e la Maddalena in smantellamento e i servizi di guardia medica e guardia medica turistica del tutto assenti – ha affermato Daniele Deiana, delegato confederale UIL Gallura -. Alle mobilitazioni saranno tutti i benvenuti”.
Invitati anche gli esponenti di maggioranza e minoranza regionale “ma – assicurano i sindacalisti – non vogliamo diventi una passerella politica”.
La seconda giornata è in programma a ottobre. “Bloccheremo la Olbia-Tempio e la Arzachena – Palau – Santa Teresa – ha annunciato Idili -. Inoltre, a 9 anni dall’alluvione del 2013, la città di Olbia non è ancora stata messa in sicurezza così come rimane incompiuta l’opera di Monte Pino. È arrivato il momento che il sindacato confederale promuova iniziative di questo genere per un progetto unitario condiviso”.
Tra i temi affrontanti in conferenza stampa anche quello della ZES (Zona Economica Speciale) che secondo i sindacalisti necessita di essere allargata al territorio gallurese.

































