“Io posso capire la diffidenza degli isolani (lo sono anch’io) che, memori delle razzie e delle frodi degli invasori del passato, adesso preferirebbero mantenere uno status quo, da loro stessi definito stagnante ed io aggiungerei inquinante e tossico, piuttosto che ascoltare e cercare di capire i miglioramenti della qualità della vita e della salute che si otterranno con la transizione ad una energia pulita in equilibrio con il clima.
Così premette in una nota Antonio Nicotra, responsabile tecnico di Enerclima 2050 il quale, tirato in ballo ancora una volta dai molluschicoltori, rimanda le accuse al mittente: “Non accetto, invece, le accuse di capziosità e di falsità che mi vengono attribuite. Ho già ripetutamente detto che fare arrivare l’energia dall’esterno (non solo estero) non è sostenibile perché il trasporto dell’energia costa, inquina inutilmente e mette il territorio a rischio di “black-out” per le prevedibili interruzioni delle forniture.
Nicotra sostiene che “gli attuali impianti termici e la mobilità (su terra, mare, cielo) sono tossici per i nostri polmoni e per i mitili, entrambi sono filtri che assorbono, accumulano e soffrono per tutti gli scarichi inquinanti dei combustibili fossili utilizzati ancora oggi su terra, mare e cielo. Le nostre istituzioni ci invitano ad accelerare la transizione energetica verso un impatto zero su salute e ambiente.
Dopo il 2050, secondo la comunità europea, l’energia del domani è già chiara: “Il futuro è elettrico (elettrificazione di banchine, ferrovie, mobilità a corto raggio, energia trivalente per i servizi) e gas-liquido per i trasporti a lungo raggio (dove le batterie non potranno soddisfare le esigenze). La soluzione di importare elettricità dall’esterno è illusoria: oggi la Sardegna esporta elettricità da carbone verso l’Italia, domani sarà fortemente carente (se non si adottano soluzioni alternative), l’Italia è già in deficit e lo sarà ancor di più con il totale stop ai combustibili fossili. Un territorio resiliente deve generare al suo interno l’energia che consuma ed avere un magazzino di energia adeguato a superare le emergenze”.
E aggiunge: “Senza rifornimenti di gas liquido il traffico navale si ferma. È vero che oggi c’è una sola Costa Smeralda che naviga a metano in Italia (ed è costretta a rifornirsi a Barcelona) …perché gli altri traghetti già predisposti per il metano non possono usarlo perché non è disponibile… e sarà sempre peggio se nulla verrà fatto nei porti Italiani, soprattutto quelli importanti.
Ho più volte ripetuto – sottolinea Nicotra – che la tecnologia proposta per Olbia adotta sistemi innovativi più moderni di quelli di Oristano e Porto Viro con cui viene confrontata. I sistemi termici sono in “ciclo-chiuso” e l’acqua mare è prevista per fronteggiare gli sbilanciamenti e le emergenze. Sistemi di blocco possono essere installati per evitare che le temperature di scarico rischino di bollire le cozze; peraltro il flusso di acqua pulita ed ossigenata potrebbe favorire la qualità dei molluschi coltivati nelle zone a nord della baia su bassi fondali stagnanti, ma non fomentiamo le polemiche, evitiamole.
Antonio Nicotra chiude con una novità: “Recepiamo le preoccupazioni e le obiezioni manifestate e stiamo già lavorando per evitarne o minimizzarne gli effetti, pur mantenendo le prestazioni degli impianti di transizione energetica proposti per il bene di Olbia”.
































