I Rider di Olbia si sono uniti alla protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante in corso al porto di Olbia. “Da quando benzina e l’inflazione hanno iniziato la loro impennata, gran parte delle nostre ore lavorate, a volte anche organizzate in turni da 11 ore non-stop, servono quasi solo a ripagare le spese fisse delle nostre partite Iva e il carburante utilizzato”.
Secondo il gruppo Rider Union Olbia “tutto questo succede mentre i prezzi dei beni di prima necessità e il costo della vita in generale sono in aumento, parallelamente agli ordini che diminuiscono a causa del minore potere di acquisto delle famiglie. Fra le aziende con cui collaboriamo – sottolineano i lavoratori della consegna a domicilio -, in un momento così delicato per noi, c’è anche chi ha adottato un taglio trasversale dei nostri compensi, e ci nega persino un tavolo di confronto. Tutto questo per noi è insostenibile e ben presto saremo costretti a chiudere le nostre partite Iva per non doverci ritrovare con dei debiti nati per dover lavorare e aver provato a rendere dignitosa la nostra vita”.
Con queste motivazioni il gruppo che intende rappresentare tutti i Rider che operano in città ha partecipato simbolicamente al blocco del trasporto su gomma. “E’ per questo che ieri abbiamo deciso di unire la nostra voce a quella degli autotrasportatori in protesta al porto di Olbia, sostenendoli (in collaborazione con la Metropizzeria di Olbia) con un piatto caldo. Speriamo che la nostra categoria trattata come ultima ruota del carro, non venga sepolta e dimenticata nell’indifferenza generale. Anche dietro di noi ci sono intere famiglie che dipendono da chi ha solo questo lavoro”.
































