Olbia 19 agosto 2025 – Tra le rocce millenarie del sito nuragico dell’isola di Santo Stefano, tra le antiche Domus de Janas e l’imponente altare rupestre, è andata in scena una giornata che ha unito emozione, storia e tradizione.
L’associazione olbiese Sas Janas ha guidato “Memorie e futuro delle tradizioni e della cultura sarda”, trasformando un luogo simbolo della Sardegna in uno spazio vivo di racconti, musica e danze popolari. Circa un centinaio di persone, tra cui 35 bambini che frequentano il centro estivo olbiese, ha preso parte a un viaggio nel tempo.
I più piccoli, con le loro voci, hanno riportato in vita le leggende delle janas, narrando storie come “Le Jana e la neve” e “La voce di Maria” proprio accanto alle tombe scavate nella roccia. L’archeologa Letizia Fraschini ha svelato il valore storico e il riconoscimento UNESCO del sito, mentre la docente Silvia Battino ha illustrato ai genitori il percorso geo-storico della Sardegna realizzato come laboratorio educativo.
Il momento più suggestivo è arrivato all’altare rupestre, quando i bambini si sono esibiti in una coreografia sulle note di “Le memorie della musica” di Maria Carta, prima di concludere con balli tradizionali accompagnati dal gruppo folk del comune di Oschiri.
“Il nostro obiettivo – dichiara la presidente di Sas Janas, Claudia Pirina – è far sì che i bambini non solo conoscano la nostra cultura, ma la sentano parte di loro. Tra le Domus de Janas e le pietre antiche, si accende un legame profondo con la nostra identità, che vogliamo custodire e rinnovare. Ringraziamo il comune di Oschiri, l’assessora alla Cultura Rossella Putzu e tutti i partecipanti all’iniziativa”. Come da tradizione, l’evento si è chiuso con un rinfresco a base di panadas, simbolo di convivialità e sapore autentico della Sardegna.

































