A distanza di dodici mesi, l’Olbia Calcio si ritrova esattamente nella stessa situazione dell’anno scorso. Se allora la parola più ricorrente era “incertezza”, oggi a questa si aggiunge un termine che sintetizza lo stato d’animo di chi ama profondamente la maglia bianca: tristezza.
Una tristezza grande, immensa, infinita. Per tutto ciò che sta accadendo attorno alla squadra: dalla situazione finanziaria in cui il club è precipitato da circa un anno e mezzo, alla qualità approssimativa e superficiale della dirigenza, fino all’assenza di una classe imprenditoriale capace di sostenere la società, nonostante le enormi opportunità economiche offerte dal territorio gallurese. A ciò si aggiunge l’indifferenza della classe politica locale.
Dopo dodici mesi, siamo, di fatto, punto e a capo.
Con un comunicato stringato, freddo e distaccato, la società ha annunciato di aver provveduto a inoltrare la documentazione per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Tuttavia, non è dato sapere se lo stipendio di maggio sia stato regolarmente corrisposto ai calciatori e allo staff tecnico. Un dettaglio non di poco conto, visto che l’iscrizione è stata presentata con liberatorie firmate solo da dieci giocatori: un segnale evidente che la procedura non è affatto automatica. Si teme possa trattarsi di un espediente per prendere tempo, in attesa che la COVISOD respinga momentaneamente la domanda e chieda il completamento della documentazione entro una scadenza successiva.
Una sorta di stratagemma, insomma, per prolungare l’agonia, sperando che nel frattempo il finanziatore Murat Yilmaz effettui il solito bonifico e che la Regione Sardegna renda effettivamente disponibile il contributo deliberato di circa 150.000 euro.
Vale però la pena ricordare che una delibera regionale non implica disponibilità immediata dei fondi: i tempi degli enti pubblici sono lunghi, e sarà necessario attendere ancora.
In questo scenario, parlare di calciatori, allenatore o ritiro precampionato appare prematuro.
Ora la priorità assoluta è concentrarsi sulle problematiche urgenti: l’iscrizione al campionato, innanzitutto.
Subito dopo sarà fondamentale sapere con quali risorse si affronterà il torneo, quali strutture verranno utilizzate e quale dirigenza sarà effettivamente operativa.
E chissà, magari tra dodici mesi saremo qui a scrivere un altro articolo con uno stato d’animo migliore. Nel frattempo, forza Olbia: la speranza è l’ultima a retrocedere.
































