OLBIA 28 giugno 2025. Il Consiglio di Stato, con un’ordinanza pubblicata il 27 giugno 2025, ha accolto l’appello cautelare presentato da un gruppo di residenti contro il Comune di Olbia e alcune società private, tra cui la “Feed The World s.r.l.”, gestore di un’attività di ristorazione nella zona contestata. La decisione arriva dopo mesi di proteste da parte dei cittadini, che lamentavano disturbi dovuti a inquinamento acustico, odori molesti, luci intrusive e altre emissioni nocive provenienti dal locale, in particolare dalla modalità “drive thru”.
I fatti: le lamentele dei residenti e il ricorso al TAR
I ricorrenti, proprietari di immobili nella stessa area dell’attività, avevano presentato numerose istanze al Comune di Olbia, chiedendo controlli e provvedimenti per tutelare la quiete pubblica e privata. Le loro segnalazioni riguardavano soprattutto il superamento dei limiti di emissione acustica, ma anche problemi legati a odori e luci moleste. Le risposte degli uffici comunali, tuttavia, sono state considerate insoddisfacenti dai residenti, che hanno quindi deciso di rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sardegna, chiedendo non solo l’annullamento dei provvedimenti di rigetto delle loro istanze, ma anche misure cautelari immediate.
Il TAR, con ordinanza n. 90/2025, aveva però respinto la richiesta di sospensione dell’attività, ritenendo necessario attendere gli esiti degli accertamenti fonometrici già avviati dal Comune e dando temporanea prevalenza alla prosecuzione dell’attività commerciale, in attesa di una valutazione più approfondita nel merito.
La svolta in Consiglio di Stato: sospeso il drive thru e limiti all’attività
I residenti hanno quindi presentato appello cautelare al Consiglio di Stato, che ha ribaltato la decisione del TAR. Secondo i giudici amministrativi, sussiste il fumus boni iuris (ossia la plausibilità giuridica delle ragioni dei ricorrenti), anche alla luce della relazione di impatto acustico richiesta dal Comune e delle ulteriori circostanze emerse in giudizio. Nel bilanciamento degli interessi, il Consiglio di Stato ha dato prevalenza alla tutela della salute e della quiete dei residenti rispetto all’interesse economico della società, almeno fino alla decisione di merito della causa.
L’ordinanza dispone quindi:
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L’inibizione temporanea dello svolgimento dell’attività di “drive thru”.
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Il divieto di emissioni sonore non strettamente connesse all’attività di ristorazione (ad esempio, musica dal vivo o riprodotta).
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Il divieto di svolgere attività commerciale dopo le ore 22:00, per garantire il riposo delle persone e contemperare le esigenze occupazionali.
Cosa succede ora
Il Consiglio di Stato ha ordinato la trasmissione immediata degli atti al TAR Sardegna per la fissazione dell’udienza di merito, che dovrà stabilire in via definitiva la legittimità dell’attività e delle emissioni contestate. Nel frattempo, le misure cautelari restano in vigore e l’amministrazione comunale dovrà vigilare sul rispetto dell’ordinanza.
Implicazioni per Olbia
La vicenda rappresenta un caso emblematico di conflitto tra attività economiche e diritti dei residenti, e potrebbe avere ripercussioni anche su altre realtà cittadine dove si registrano situazioni simili. Il pronunciamento del Consiglio di Stato sottolinea l’importanza di un rigoroso rispetto delle normative su emissioni acustiche e tutela ambientale, soprattutto nelle zone residenziali.
“Risulta necessario inibire, sino alla decisione di merito della presente controversia, lo svolgimento dell’attività di ‘drive thru’, nonché l’emanazione di ogni emissione sonora che non sia direttamente e strettamente connessa allo svolgimento dell’attività di ristorazione […] e di inibire ogni attività commerciale successivamente alle ore 22:00 per contemperare lo svolgimento dell’attività economica e i livelli occupazionali con il riposo delle persone.”
L’attenzione ora passa al TAR, che dovrà pronunciarsi nel merito, ma la decisione del Consiglio di Stato segna già un punto fermo a favore dei residenti nella tutela della qualità della vita nei quartieri di Olbia.
































