Sabato 10 maggio, nella chiesa parrocchiale di San Michele a Olbia, si è tenuto il XIV Convegno regionale delle Caritas parrocchiali della Sardegna. L’incontro, intitolato “L’anno di grazia del Giubileo: organizzare la speranza”, si è svolto in concomitanza con il cinquantesimo anniversario della fondazione della Caritas diocesana di Tempio-Ampurias.
Ha aperto i lavori il delegato regionale don Marco Statzu, cui sono seguiti i saluti istituzionali del vescovo di Tempio-Ampurias mons. Roberto Fornaciari, dell’assessora ai Servizi sociali del comune di Olbia Simonetta Raimonda Lai e del vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni. La lectio introduttiva è stata affidata a padre Massimo Terrazzoni.
Durante l’incontro è stato ricordato il mezzo secolo di attività della Caritas diocesana attraverso le parole di don Sandro Serreri, don Gianni Sini e del direttore Domenico Ruzittu, che ha sottolineato: “Dobbiamo essere comunità nell’accompagnamento delle persone. La gente ha bisogno di vedere porte aperte. Il volontario Caritas non solo dà da mangiare ma condivide la fatica con il povero. Restituisce speranza a chi l’ha persa”.
Rocco Pezzullo, in rappresentanza di Caritas Italiana, ha illustrato sei progetti pensati per l’Anno Santo, ribadendo l’importanza di conoscere le storie delle persone per dare concretezza alla speranza. “Serve il coraggio di cambiare quotidianamente il cuore”.
Il vescovo incaricato per il Servizio della Carità della Conferenza Episcopale Sarda, mons. Antonello Mura, ha posto l’accento sul ruolo dei volontari: “Carità e organizzazione non sono in contrapposizione. Dobbiamo mettere la persona prima dei bisogni. Il dono di sé viene prima dei doni”.
La giornata è proseguita con un momento musicale curato dalla scuola civica di Olbia, con l’esibizione della cantante Manuela Mameli, seguito da un confronto aperto con i volontari, incentrato sul ruolo dei giovani, sulle difficoltà quotidiane e sul coinvolgimento attivo delle persone in condizione di povertà.
A chiusura del convegno, don Marco Statzu ha espresso gratitudine a quanti hanno contribuito alla riuscita dell’evento, evidenziando l’urgenza di “costruire comunità e animare la vita parrocchiale per diventare testimoni concreti di speranza”.
Secondo mons. Mura, il convegno ha rappresentato un momento significativo per tutte le diocesi della Sardegna: “Abbiamo riflettuto sui fondamenti, sulla parola del Vangelo e sull’organizzazione della Caritas oggi, interrogandoci su come essere veri testimoni di carità nel territorio”.
































