In merito all’articolo pubblicato ieri su Olbianova dal titolo “Notti insonni a Olbia, scoppia la rivolta dei residenti” (consultabile a questo > link), la direzione del locale Seamphony Terrace desidera rendere pubblica la propria posizione, al fine di chiarire i fatti e fornire una visione completa della situazione. Di seguito il testo integrale inviato dai titolari:
“Abbiamo letto, increduli, l’articolo in cui si attacca la nostra attività con argomentazioni infondate e diffamatorie. Negli anni scorsi, diverse volte alcuni privati cittadini hanno sollecitato un confronto. Le nostre porte sono sempre state aperte. Ci siamo messi in ascolto e abbiamo individuato una linea condivisa per preservare la nostra attività e tutelare il benessere del quartiere. Anche stavolta avremmo preferito un confronto privato, nel quale poter ribattere punto per punto, ma siamo stati trascinati nelle pagine di un quotidiano. Dunque ci troviamo a spostare in questa sede il nostro confronto.
La nostra è un’attività a carattere stagionale, attiva da maggio a ottobre, che opera ampiamente dentro i limiti della legalità. Eppure veniamo accusati, nell’ordine: di suonare musica a palla ben oltre il termine consentito, di essere in qualche modo responsabili delle persone che, ubriache, urlano e litigano per strada, e persino di coloro i quali urinano nei pianerottoli delle case. E che tutto questo si ripeta puntualmente ogni fine settimana. Partiamo da quest’ultima accusa, perché è quella più surreale: abbiamo riaperto il locale venerdì scorso, e la musica è stata spenta alle undici. Il fine settimana è stato uno, e uno soltanto.
Nel nostro locale la musica si interrompe attorno a mezzanotte, mezzanotte e mezzo. In rarissime occasioni, e sempre nel contesto di eventi privati, tale limite è stato superato, e questa ci sembra una buona occasione per scusarci pubblicamente con il quartiere e con la proprietà che ci ospita. Ad ogni modo, non siamo mai andati oltre i limiti indicati nel regolamento comunale, fissati per le due. Siamo disponibili per condividere i dettagli della chiusura di cassa dello scorso sabato, che dimostra inequivocabilmente a che ora si è conclusa la somministrazione. Ne approfittiamo per puntualizzare che il nostro impianto audio è stato sottoposto a perizia fonometrica e conseguentemente limitato affinché il volume non ecceda mai i limiti consentiti. Siamo a disposizione per mostrare anche questo.
Ci sembra surreale, ma a quanto pare è necessario specificare che non possiamo essere responsabili di ciò che accade per strada – così come ci appare impossibile dichiarare che gli avventori del nostro locale siano i più rumorosi, violenti e cafoni del circondario.
Al netto dei confronti, che auspichiamo possano essere da ora in avanti più trasparenti e distesi, ci piacerebbe che il nostro lavoro venisse, se non pienamente apprezzato, almeno riconosciuto e non demonizzato. Siamo una giovane impresa che, come tante altre in una città a vocazione turistica, con il proprio lavoro paga stipendi a decine di persone, aggiunge valore alla destinazione e crea un indotto per tutta la filiera. Lavoriamo nel rispetto della legge e delle persone, siamo stati e saremo aperti alla collaborazione e all’ascolto reciproco, e siamo convinti che esista un modo per equilibrare i diritti di chi abita in centro e quelli di chi in centro ci lavora”.
































